Intervistato da La Gazzetta dello Sport dopo aver portato il Como in Europa per la prima volta nei suoi 119 anni di storia, il presidente Mirwan Suwarso ha parlato a tutto tondo del progetto legato al suo club. Dalla ricerca della sostenibilità economica, al mercato degli italiani passando per il futuro di Nico Paz.
"Finalmente possiamo parlare di Europa. La maglietta celebrativa 'Como si dice Europa?' è un'idea di Fabregas, l'ha fatta fare lui. Per lo stadio speriamo di giocare nel nostro, dovremmo riuscire a completare il progetto di ristrutturazione alla fine dell'estate. I lavori possono già iniziare subito dopo la partita contro il Parma di domenica".
"Vogliamo arrivare più in alto possibile, ma in realtà ci prendiamo quello che la vita ci dà. Non è importante che sia Champions League o meno, l'unico nostro obiettivo è fare meglio dell'anno precedente".
"In questo momento sul mercato siamo tranquilli, dobbiamo solo aspettare che la stagione finisca e capire ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche vedere cosa ci offre il mercato ma non dobbiamo più costruire da zero, abbiamo già un'identità forte. Ci saranno operazioni, ma il grosso della rosa c'è. Poi ci sono 23 giocatori che ritornano dal prestito a cui bisognerà trovare la migliore sistemazione possibile in modo da rendere sostenibile il prossimo mercato".
"Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo. Il focus non è vedere come si spendono i soldi ma rendere un club profittevole e sostenibile. L'obiettivo è quello di farlo nei prossimi due o tre anni".
"Sul futuro di Nico Paz al Como dipende tutto dal Real Madrid. Siamo sempre alla ricerca di giocatori italiani. La prima stagione in Serie A ne abbiamo comprati quattro, il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato. Stiamo crescendo quattro o cinque giovani che spero presto possano fare il salto in prima squadra. Certo che me ne piacciono tanti, italiani: Orsolini, Bastoni, Dimarco, ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio".
"Qui in Italia, sinceramente, abbiamo trovato porte aperte. Il vostro è un Paese molto ospitale, come l'Indonesia per certi versi. Ho trovato anche ottimi esempi imprenditoriali e anche tanti amici, persone che ci hanno ispirato. Penso ai Percassi, Marotta, Fenucci, Lotito, De Laurentiis. I club dentro il campo competono ma fuori ci sono le idee per supportarsi a vicenda e per far crescere il campionato. Rispetto alle esperienze avute altrove, in Italia c'è molto vicinanza e spirito di collaborazione".
