Adesso la sfida può cominciare. La corsa alla successione di Gabriele Gravina alla presidenza della FIGC entra finalmente nel vivo e, salvo sorprese dell’ultima ora, sarà un duello tra Giancarlo Abete e Giovanni Malagò. I due rappresentano al momento i riferimenti più solidi per le diverse anime del calcio italiano: Malagò con l’appoggio della maggioranza della Serie A, Abete forte del peso della Lega Nazionale Dilettanti. Sullo sfondo resta la scelta di Assocalciatori e Assoallenatori, orientate a non avanzare candidature autonome: l’idea di puntare su un ex azzurro come Baggio o Maldini affascina, ma di fronte a due profili così forti prevale la linea della compattezza, anche per evitare una frammentazione del voto che porterebbe al commissariamento.
Date e composizione del voto
La scadenza per la presentazione ufficiale delle candidature è fissata al 13 maggio, mentre l’assemblea elettiva si terrà il 22 giugno a Roma. Il sistema di voto distribuisce i pesi tra le componenti federali: Serie A 18%, Serie B 6%, Serie C 12%, Lega Nazionale Dilettanti 34%, Assocalciatori 20% e Assoallenatori 10%. Ogni società esprimerà la propria preferenza individualmente, senza vincolo di voto unico per lega. Per vincere le elezioni è necessario il 50%+1 dei voti validi per vincere al primo o secondo scrutinio; al terzo scrutinio è sufficiente il 50%+1 dei voti calcolati sui voti validi dei presenti.
I programmi a confronto
Come riporta La Gazzetta dello Sport, entrambi i candidati hanno già tracciato a grandi linee i rispettivi programmi. Malagò punta su tre assi strategici: rilancio della competitività economica, ritorno di strumenti fiscali simili al Decreto Crescita e nuove risorse da betting e sponsorizzazioni, da reinvestire in vivai e infrastrutture. Abete, invece, insiste sulla riforma dei campionati, sulla riduzione del numero di club professionistici e su incentivi per stadi, settore giovanile e valorizzazione degli Under 21, con l’obiettivo di rafforzare il futuro della Nazionale.
