Scoppia il caso Vinicius-Prestianni: cos'è successo e l'indagine dell’UEFA

Il Real Madrid espugna l’Estadio da Luz battendo il Benfica nella gara d’andata dei playoff di Champions League, ma a catalizzare l’attenzione internazionale non è soltanto il risultato. A prendersi la scena è infatti quanto accaduto tra Vinicius Junior e Gianluca Prestianni, episodio che ha portato all’attivazione del protocollo antirazzismo e a una temporanea sospensione della partita. Un caso che ha destato subito scalpore e che ora arriva sui tavoli della UEFA.
La ricostruzione
Tutto nasce all’inizio del secondo tempo, quando Vinicius firma una rete straordinaria con un destro all’incrocio. Nell’esultanza, il brasiliano balla davanti alla bandierina di fronte alla curva avversaria. Ovviamente non possiamo dire se si sia trattato di una provocazione intenzionale, fatto sta che il pubblico di casa non la prende bene e l'arbitro Clement Letexier ammonisce l’attaccante del Real. Si accende quindi un confronto con Prestianni, che si copre la bocca con la maglia per non permettere alle telecamere di leggerne il labiale. Vini a quel punto è una furia: segnala al direttore di gara di aver ricevuto un insulto a sfondo razzista e si siede in panchina rifiutandosi di giocare. A quel punto viene applicato il protocollo UEFA: gara interrotta, confronto tra arbitri e VAR e stop di circa otto minuti, dal 52’ al 60’. Dopo le verifiche, Letexier autorizza la ripresa senza adottare provvedimenti disciplinari immediati. Al rientro in campo, però, l’atmosfera resta tesa e Vinicius viene fischiato a ogni tocco.
Le parole di Vinicius
Nel post-partita i giocatori e il tecnico del Real Alvaro Arbeloa hanno espresso tutta la loro vicinanza al brasiliano, che a sua volta si è presentato alle telecamere per denunciare l'episodio: "I razzisti sono, prima di tutto, dei codardi. Hanno bisogno di mettersi la maglietta in bocca per dimostrare quanto sono deboli. Ma hanno la protezione di altri che, teoricamente, hanno l’obbligo di punirli. Non c'è niente di nuovo in quello che è successo oggi, né nella mia vita né in quella della mia squadra. Ho ricevuto un cartellino giallo per aver festeggiato un gol. Non capisco ancora perché. D’altra parte, si trattava semplicemente di un protocollo mal eseguito che non serviva a nulla. Non mi piace trovarmi in situazioni come questa, soprattutto dopo una grande vittoria e quando i titoli dovrebbero essere sul Real Madrid, ma è necessario".
La posizione dell'UEFA
La vicenda è arrivata rapidamente a Nyon. In una nota ufficiale, l’UEFA ha confermato che i rapporti degli ufficiali di gara e dei delegati sono oggetto di un’analisi approfondita. Qualora dalle relazioni emergessero elementi a sostegno della denuncia, verrebbe avviato un procedimento disciplinare nei confronti del giocatore del Benfica. Il Real Madrid si augura che le immagini e le testimonianze possano chiarire definitivamente l’accaduto e impedire che l’episodio resti senza conseguenze.
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