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Scalvini e Kayode per una Juve più italiana: due cessioni strategiche per averli

Brentford v Everton - Premier League
Brentford v Everton - Premier League | Mark Leech/Offside/GettyImages

Una delle urgenze di mercato della Juventus, accanto all'esigenza espressa da Spalletti di portare esperienza in gruppo, si lega al bisogno di italianità e all'auspicio di aumentare la quota made in Italy presente in rosa. Necessità anche formale, dovuta alle norme UEFA per chi partecipa alle competizioni europee.

Servono, come noto, 4 calciatori cresciuti nel club e 4 cresciuti (36 mesi tra i 15 i 21 anni) in una squadra professionistica italiana. Non rispettando tali restrizioni si va incontro a un ovvio calo dei calciatori che un club può iscrivere alla Champions League. Quali possono essere i profili adatti per ampliare il numero di italiani a disposizione di Spalletti? Secondo Tuttosport non mancano gli elementi presi in considerazione, a partire da Frattesi a metà campo per arrivare a due elementi dal sicuro avvenire come Kayode e Scalvini in difesa.

I bianconeri si sarebbero mossi con l'Atalanta per Scalvini, già accostato alla Juve in passato, e il problema è la richiesta della Dea: 40-45 milioni di euro. Per Kayode, reduce da un'ottima stagione col Brentford dopo l'addio alla Fiorentina, servirebbero invece circa 30 milioni. In entrambi i casi si tratta di cifre fuori dai parametri, per il momento è un ostacolo con cui fare i conti. Diventa cruciale capire come racimolare fondi necessari da reinvestire: può aiutare la cessione di Muahremovic dal Sassuolo, il 50% andrà infatti alla Juve, così come Federico Gatti potrebbe portare una cifra importante. Un obiettivo verosimile, immaginando i due trasferimenti, è quello di incassare circa 45 milioni (17,5 milioni per Muharemovic, circa 25 per Gatti). Quest'ultimo piace in Premier League, nello specifico a Everton, Crystal Palace, Aston Villa e Fulham.

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