"Sono stato ascoltato zero e non sono contento, se i piani non collimano inutile andare avanti". Questo è stato lo sfogo di Maurizio Sarri dopo la sconfitta nel Derby di Roma di ieri. Sembrano dichiarazioni da chiusura di rapporto con la Lazio, non tanto con l'ambiente biancoceleste ma quanto con il patron Claudio Lotito. L'ex allenatore - tra le altre - di Empoli, Napoli e Juventus non è disposto a portare avanti un'altra stagione senza programmazione e idee ambiziose. Quest'anno è rimasto sulla panchina laziale per amore verso i tifosi, nonostante un rapporto ormai incrinato con la proprietà, prima a causa del mercato bloccato in estate e poi per le due cessioni di lusso nel mercato gennaio non sostituiti con giocatori pronti all'uso.
La sconfitta nella finale di Coppa Italia, che avrebbe reso la stagione sicuramente più positiva, oltre a garantire un posto in Europa League, ha creato ancor più malumore nello spogliatoio della Lazio.
Nel futuro di Maurizio Sarri sembra esserci la panchina dell'Atalanta. Questo è quanto riporta Sport Mediaset, che accosta il tecnico alla Dea - che non è soddisfatta pienamente di Raffaele Palladino -, che arriverebbe insieme al direttore sportivo Cristiano Giuntoli, con quest'ultimo che prenderebbe il posto di D'Amico, in uscita e accostato con insistenza al Milan.
Per la guida tecnica della Lazio, invece, in caso di addio effettivo di Sarri, si spalancano le porte per Gennaro Gattuso, con in secondo piano il nome di Fabio Pisacane, protagonista di una buona stagione sulla panchina del Cagliari alla sua prima esperienza tra i grandi dopo gli anni positivi sulla panchina della Primavera dei sardi.
