Richiesta di grazia per Kalulu, Bremer out e il rinnovo: Spalletti verso Juve-Como

La Juventus torna in campo dopo la disfatta rimediata a Istanbul in Champions League, nei playoff di andata: un colpo che ha lasciato ovviamente il segno e che richiede una risposta già contro il Como, in un vero scontro diretto. Luciano Spalletti, tecnico bianconero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida coi Lariani. Queste le sue parole:
Recuperare dopo il Galatasaray: "A volte ci sono delle cose che riesci a vederle, che le percepisci, che le ascolti, però poi ti perforano lo stesso anche se sono ingiuste. Perché ti perforano. Devi prenderne atto e devi deciderne cosa farne di quella cosa che ti è accaduta. La reazione è un valore sicuramente, ma è un po’ la consapevolezza della forza della squadra che poi dice se rimani fermo oppure tenti ancora di crescere per quello che è il momento che stai attraversando. Si fanno analisi in maniera corretta, obiettiva e come abbiamo tentato di dire più volte, questo dolore dobbiamo usarlo come elastico che ti carica e ti spinge verso la prossima partita. E guarderemo cosa riusciremo a fare da questo dolore ricevuto" riporta JuventusNews24.
Richiesta di grazia per Kalulu: "Quello di Kalulu è un atto dovuto della società perché trattasi di due ingiustizie evidenti a cui tutti sono stati costretti a prendere atto. La società ha fatto bene, per la considerazione che è venuta fuori in maniera totale da parte di tutte le componenti".
Bremer out e David: "Bremer non sarà della partita, David è convocato e non ha probabilmente addosso un allenamento, una sicurezza di poter giocare tutta la partita però viene con noi e valuteremo se farlo giocare subito o dopo, se ne avremo bisogno o no. Sono valutazioni che si fanno con calma".
Locatelli e McKennie: "Locatelli sembra non sentire per niente la stanchezza, è sempre molto presente dal punto di vista dei propositi, dell’entusiasmo, dello spirito da trasmettere ai compagni. Di McKennie vedo dura farne a meno: in determinati ruoli, la società era stata brava a portare a casa Holm ma si è fatto male subito. Poi l’infortunio di Bremer e la squalifica di Kalulu ci fanno essere un po’ corti. Terzini destri non ne abbiamo altri perché son tutti e due fuori e McKennie ci fa comodo".
Openda: "O titolare o riserva cambia poco. Probabilmente, siccome poi si dice sempre bisogna stare attenti a non creare problemi ai calciatori, come lascia alludere lei abbiamo valutato male delle cose. La cosa fondamentale è stata che David ha più possibilità relazionale con la squadra. Noi siamo una squadra che se spallona e si disunisce perde di forza. La nostra crescita sta nell’essere stati bravi a fare questa squadra che ha il gioco come qualità collettiva e assomiglia un po’ alle caratteristiche della somma dei calciatori che abbiamo a disposizione, questo tentativo che stiamo facendo. Ormai è un po’ ibrido il gioco del calcio, si fa gol quando si difende, si prende gol quando sei nelle situazioni di averli messi lì a cuccia. Quando vai a fare questa pressione, questo giramento, questo accerchiamento alla loro squadra lì vicino al limite dell’area e con una pallata si fa a far gol dall’altra parte. Di quello ne sono convinto e io mi fido abbastanza di me stesso, per quello che ho visto e conosco. Quello che abbiamo tentato di mettere su con la squadra è corretto. Quello che diciamo di fare va fatto nella sua completezza e totalità".
Cambiare registro: "È una cosa che in conferenza stampa non si può dire. I famosi tre passi indietro sono stati trattati nella riunione con i calciatori. I tre passi indietro possono essere quelli per prendere la rincorsa e avere più spinta come un elastico per avere una reazione forte, un impatto forte e vedremo se sarà così dentro le prossime partite".
Di Gregorio o Perin? "Le responsabilità le abbiamo tutti uguali, Di Gregorio non ne ha di più e si continua con lui".
Cosa cambiare dopo Istanbul: "La cosa da fare diversa da Istanbul è non farsi cacciare fuori dopo 10′. Bisogna essere giudicati in partite dove si gioca 11 contro 11. Poi c’è Bergamo e Milano contro l’Inter. Ci sono questi momenti in cui correre di più e altri contrastare di più, altri in cui ragionare meglio. Non ci dobbiamo far tirare dentro a quello che è il caos dei ribaltamenti delle partite. Devi rimanere sempre con una testa abbastanza lucida che ti permette di ragionare. In queste ultime partite ci siamo lasciati un po’ coinvolgere emotivamente. Poi non siamo stati bravi a saper nascondere qualche incertezza di ragionamento. Nelle tue incertezze l’avversario ci prende dei vantaggi, soprattutto se ha quello spessore e quella personalità che si è trovato contro queste partite qui".
Settimana decisiva: "Ci rendiamo conto di quella che è stata la sua analisi. Io sono convinto che la nostra squadra avrà una reazione evidente. Avrà questo elastico bello tirato, questa corda bella tirata, per esprimere al meglio le nostre qualità".
Sul Como: "È una squadra forte, che sa usare quelli che sono gli insegnamenti. Quello che è il calcio che ha in mente il suo allenatore, che è molto forte, ha grandissime qualità da trasferire alla squadra. Per lui il controllo della partita è la semplicità su cui poi costruire tutto poi, da un punto di vista di qualità di gioco e di risultato della partita. Lo sta facendo molto bene, lo reputo tra i più bravi che abbiamo. Sono andato anche a vederlo lavorare quando allenava la Nazionale e ho avuto quella conferma lì. Ora si sono messi a giocare 3-4-2-1 e al di là di Paz o meno è un calciatore dalla qualità di livello super top. Quando calcia in porta ha questa sassata e questa precisione che ribalta tutto quando non te l’aspetti. C’è un valore di squadra che ti tirano dentro questo tranello nel doverli rincorrere e poi si creano spazi che vanno a sfruttare in un attimo. Le insidie ci sono ma sono convinto che la nostra squadra sappia riprendere in mano la situazione. Era riuscita ad arrivare ad un livello di gioco poi non siamo stati bravi a difenderlo. Non siamo riusciti a normalizzare queste cose. Ma giocando nelle ultime due partite in inferiorità numerica non possiamo dire se si son perse o no. A parte i bravi ragazzi che non basta, vedo una squadra che ha un po’ di bravo ragazzo ma anche di persona intelligente. Mi voglio appoggiare su questa parte intelligente della squadra e avrà un comportamento intelligente".
Rinnovo anticipato? "Ma a lei sta a cuore questa situazione? Non penso sia la soluzione che possa far cambiare. Penso sia un po’ il contrario. Siccome lo han detto anche a me quello che han detto a lei, si può fare da parte mia. Io non cerco cose differenti: cerco un campo da calcio con un pallone con ragazzi da allenare, possibilmente intelligenti. Qui c’è tutto, i miei calciatori sono così. Se effettivamente fosse questa necessità si riesce a metterla a posto subito".
Maturità del gruppo: "Personalità, carattere, personalità, carattere. Se il livello di gioco non è supportato da queste cose è la base per ogni cosa. Bisogna essere tosti nella vita per ciò che sta succedendo. Non bisogna subire le cose come gli altri vogliono farcele arrivare. Da queste qualità qui si diventa come dobbiamo essere in quel momento lì. Io sono quello preciso che devo essere dopo queste sconfitte. Questa situazione vuole vederti con un certo equilibrio, una certa forza mentale, caratteriale. Con un giusto spirito perché sono cose che ti devastano. Ma c’è la tua forza, di chi tu sei, di come ti conosci. Sai prendere le precauzioni corrette e ti dimostri quello che hai fatto vedere".
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