Non si attenua la tempesta che ha investito il sistema arbitrale italiano. L’inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi, già autosospesosi dal ruolo di designatore, continua ad arricchirsi di nuovi elementi che potrebbero allargare ulteriormente il perimetro delle indagini. Dopo le ipotesi di frode sportiva legate a episodi di campo e alle designazioni arbitrali, ora l’attenzione degli inquirenti si starebbe spostando su una rete di relazioni più ampia, che rischia di mettere in discussione l’equilibrio del sistema calcistico del nostro paese.
I contatti con 29 club e il “metodo” sotto esame
Secondo quanto riportato La Repubblica, Rocchi avrebbe intrattenuto rapporti frequenti e diretti con dirigenti di 29 club tra Serie A e Serie B. Un dato che non costituisce di per sé un illecito, considerando il ruolo del designatore, ma che ora viene analizzato dagli investigatori.
Il punto chiave è capire se questi contatti abbiano oltrepassato i limiti della normale interlocuzione, trasformandosi in canali di influenza sulle decisioni arbitrali. Gli inquirenti stanno esaminando intercettazioni e tabulati telefonici del 2025, alla ricerca di eventuali segnali di un sistema strutturato, con un presunto “metodo” comunicativo definito “Gioca Jouer”.
Gli scenari futuri tra giustizia ordinaria e sportiva
Mentre l’indagine penale prosegue, con l’interrogatorio di Rocchi fissato per il 30 aprile, anche la giustizia sportiva si prepara a intervenire. Il procuratore federale Giuseppe Chinè ha già richiesto gli atti e potrebbe aprire un nuovo procedimento.
Al momento non risultano dirigenti indagati, ma se emergessero prove di pressioni o contatti irregolari, le conseguenze potrebbero essere rilevanti, fino a possibili responsabilità per le società coinvolte.
