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Vlahovic: "Mi piace il Dna della Juve, non voglio avere rimpianti"

Youssef Fadili
Turin International Book Fair 2022
Turin International Book Fair 2022 / Diego Puletto/GettyImages
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A margine della presentazione del volume di Guido Vaciago, “Vlahovic, non finisce qui”, Dusan Vlahovic è intervenuto al Salone del Libro 2022 di Torino dove ha incantato i presenti con le sue storie. L'attaccante della Juventus, di cui sono stati svelati aneddoti e gol nel racconto del nuovo direttore di Tuttosport, si è lasciato trasportare da una lunga intervista in cui non poteva che essere il protagonista. Dall'approdo al calcio alle influenze che lo hanno cambiato alla Fiorentina, l'attaccante serbo svela diversi retroscena del suo recente passato - lasciando intravedere anche un primo sguardo verso il futuro.

PRIMO APPROCCIO AL CALCIO - “Ringrazio tutti voi che siete qui oggi. Penso che in Serbia da quando siamo piccoli ci mettono subito la palla in mano. Da quando ero piccolo avevo una voglia di essere sempre in movimento, ho iniziato prima col basket che era la mia prima passione, anche perché nella mia scuola elementare c’era una scuola di basket. Ho fatto 2-3 anni di basket, poi giocando con i miei amici a calcio ho deciso di fare quello. Poi mia madre mi ha portato al primo allenamento”.

ZERO RIMPIANTI - "Come detto nella presentazione, mi piace il dna della Juve, questa voglia di combattere, di non mollare, di andare oltre il limite, fino alla fine. Sono un po’ così anch’io. Mi piace lavorare e fare, perché quando smetterò di giocare, anche se è presto, non voglio avere rimpianti. Voglio dare tutto, non vorrei avere dei rimpianti. E' il mio lavoro, sono un privilegiato e non vedo perché debba essere diverso. Come dice lei, si può sempre migliorare. Anche quando hai fatto una cosa straordinaria, devi essere consapevole e soddisfatto, senza esagerare".

Cesare Prandelli
Benevento Calcio v ACF Fiorentina - Serie A / MB Media/GettyImages

RAPPORTO CON PRANDELLI - "Vorrei dire che parlando di me come un campione non mi piace, c'è tanta strada da fare, devo ancora lavorare. Darò tutto me stesso e spero di diventare un campione. Prandelli? Mi emoziona sempre, mio padre non avrebbe fatto ciò che ha fatto lui per me. Mi diceva: guarda al posto suo non avrei fatto questo. Lo ringrazio tanto, ci sentiamo spesso. E' stato quello di cui avevo bisogno, mi ha spinto avanti, mi ha supportato. Lo ringrazierò per tutta la vita, per qualsiasi cosa per lui ci sono e ci sarò sempre. Sono veramente grato, spero di vederlo presto, di chiacchierare, fino ad ora è l'uomo sportivo più importante. Uno vero".

ALBERTO MARANGON - "Lo ringrazio per le parole che ha speso, per ciò che ha detto lui. Lo ringrazio tanto, sono arrivato come diceva lui, da ragazzino. Mi ha visto crescere, mi ha aiutato tanto. Io non dimentico queste persone. Tutti quelli che hanno fatto qualcosa per me, sarò grato sempre a loro. Mi ha visto crescere, da ragazzino".

SU CHIESA - "Abbiamo condiviso tre anni alla Fiorentina, fortunatamente siamo di nuovo insieme. Si è infortunato quando sono arrivato, spero torni il prima possibile, lo conosciamo come calciatore. E' stato un piacere vederlo, speriamo di ritrovare la nostra intesa sul campo, come a Firenze. Non vedo l'ora di giocare con lui, per scendere in campo e lottare con lui, e vincere insieme”.

Dusan Vlahovic
Villarreal CF v Juventus: Round Of Sixteen Leg One - UEFA Champions League / Quality Sport Images/GettyImages

PAURE - "Nel mondo del calcio paure non ne ho, perché fa tutto parte del gioco. Alla fine è un divertimento, dobbiamo farlo sereni e col sorriso e alla fine viene tutto da solo. Siamo umani, tutti abbiamo delle paure. Sono molto legato alla mia famiglia, ci sono cose a cui non voglio nemmeno pensare. Anche se abbiamo delle paure dobbiamo affrontarle".

ESORDIO EUROPEO - "Quando si dice che sogni l'inno della Champions a inizio partita... Non avevo quell'esperienza, non ce l'ho ancora avendo fatto solo due partite ma tutta la settimana si respira un'aria diversa quando si gioca la Champions. Ero orgoglioso di me stesso, è una cosa speciale. Tra me e me stavo pensando "ci siamo!". Poi il gol segnato, le emozioni che ho provato. Vorrei provare queste emozioni tante volte e per molto tempo. Speriamo che arriveranno tutte queste partite e che saranno tantissime. La prima partita di Champions che ho visto in tv è stata Milan-Liverpool di Istanbul, me la raccontava anche mio padre. Non me la ricordo bene, ma ricordo i racconti di mio padre".

FUTURO - "Non lo so, non guardo così in avanti. Ho miei obiettivi, che tengo per me. Sono chiari nella mia testa. Quello che sto immaginando io, alla fine sarà scritto da qualche parte, ma li voglio tenere per me. Non mi piace parlare di queste cose, né con la mia famiglia, né con nessuno. Corro per arrivarci".

Dusan Vlahovic, Paulo Dybala
Dusan Vlahovic (L) of Juventus FC celebrates with Paulo... / Nicolò Campo/GettyImages

OBIETTIVI JUVE - "C'è poco da aggiungere, sappiamo che la Juve vincerà sempre e vincerà per sempre, è l'unica cosa che conta e dobbiamo tornare su questa strada. C'è poco da parlare, dobbiamo vincere. Solo questo".

PRESSIONE FORTE - "Secondo me ce l'hanno le altre, come ha detto qualche allenatore... le pressioni sono altre! Una famiglia che lavora tutto il mese non sapendo se arriva a fine mese, questa è la vera pressione! Noi giochiamo a calcio, ci divertiamo, provando a far felici quante più persone possibili. Ho iniziato a giocare per passione, per rendere orgogliose tutte le persone che mi guardavano. Sono felicissimo e la mia vita sta andando bene. Io e i miei genitori stiamo bene e questa è la cosa più importante. L'affetto del pubblico è quello che mi dà la spinta in più anche se qualche volta sei stanco, loro ti spingono a fare cose che non puoi neanche immaginare. Sono felice di stare alla Juve, l'ho voluta tanto. Spero di vincere tante cose".

PARLARE ITALIANO - "Sono una persona abbastanza socievole, e sono un chiacchierone. Grazie al mio carattere ho conosciuto tante persone, anche a Firenze. Poi sono un ragazzo curioso e quando non capisco una parola chiedo sempre. Spero un giorno di parlare italiano perfettamente".


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