Napoli

Un Napoli senza bandiere: rischio o rivoluzione che serviva?

Giancarlo Pacelli
SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A
SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A / Francesco Pecoraro/GettyImages
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È inutile girarci intorno: oggi le bandiere nel mondo del calcio scarseggiano, o nel peggiore dei casi, non esistono proprio. Questo perché negli ultimi anni, con l’aumento dei budget delle società più blasonate e con l’irrompersi di nuove realtà internazionali, i calciatori seguono più le cifre dei contratti che la piazza calcistica in sé per sé. Anche al Napoli, che è una società che storicamente non ha prodotto le classiche bandiere (alla Totti per intenderci), una serie di calciatori sono diventati nel corso degli anni dei punti di riferimento. Basti pensare a Marek Hamsik (12 anni di azzurro) o a Lorenzo Insigne (18 contando invece anche la primavera), due calciatori che hanno segnato la recente storia azzurra.

Ma come deve essere interpretata la mancanza delle bandiere nella rosa attuale dei partenopei da parte dei tifosi? È sintomo di involuzione o, al contrario, di rivoluzione?

Napoli: come reagire all’assenza dei veterani

Sicuramente i calciatori di esperienza danno il loro contributo alla squadra, senza la giusta dose di “vecchiaia” le squadre sarebbero solo una costellazione di talenti senza quel collante fondamentali.

Agli azzurri è capitata la stessa cosa, senza i vari Insigne, Mertens e Koulibaly, da un certo punto di vista di può parlare di involuzione tecnica. Tuttavia, in ogni situazione, anche in quelle più tragiche, bisogna per forza di cose trovare un aspetto positivo: questo è da individuare nella rabbia dei più giovani calciatori (Osimhen e Kvaratshkelia in primis) che potrebbero compensare l’esperienza che per motivi anagrafici ancora gli manca.

Victor Osimhen
SSC Napoli v Genoa CFC - Serie A / Francesco Pecoraro/GettyImages

Quindi, non è che per forza bisogna disperarsi per l’addio, comunque doloroso, dei calciatori prima evocati, ma al contempo è necessario rimboccarsi le maniche, perché al giorno d’oggi è sempre più complicato trovare quel calciatore che ama in tutto e per tutto la maglia.


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