Serie A

Moggi rivela: "Da Pogba a Galliani, alla festa per i 40 anni di Ibra ho incontrato tanti vecchi amici"

Niccolò Mariotto
Luciano Moggi
Luciano Moggi / Etsuo Hara/Getty Images
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In occasione del 40esimo compleanno di Zlatan Ibrahimovic, la moglie della punta svedese Helena ha organizzato una festa a sorpresa a Milano: tra i vari invitati c'era anche Luciano Moggi che ha poi rilasciato alcune dichiarazioni a Calciomercato.com.

Luciano Moggi
Luciano Moggi / PACO SERINELLI/Getty Images

IL PARTY - "È stata una bellissima festa. C'erano tanti campioni, soprattutto dello sport. Da Galliani a Donnarumma, passando per Pogba, Cassano, Gattuso e tanti altri. E alla fine è arrivata tutto il Milan da Bergamo dopo la vittoria con l'Atalanta. È stato davvero bello. È stata una sorpresa, gliel'ha organizzata la moglie allo Hyatt di Milano. L'invito me l'ha mandato lei. Ancora oggi io sono rimasto in contatto con tutti e due e quando possiamo riusciamo a vederci".

UNA SFILATA DEL CALCIO - "Ibra è un personaggio che attrae. Io lo considero tra i miei giocatori più importanti perché ha dato risultati enormi a me ma anche a tutto il calcio italiano. E continua a darli. È difficile fare a meno di lui. E poi, fuori dal campo, ha tantissimi amici che ha avuto piacere di avere alla sua festa. È un ragazzo che sa ragionare con la testa, sia in campo che fuori".

GLI INVITATI - "Sono stato più vicino a Ibra che ad altri, ma ho avuto modo di parlare con tutti. Era molto tempo che non vedevo Paul Pogba e sono stato contento di averlo incontrato di nuovo. Abbiamo parlato della Premier League. Mi ha detto che è un campionato difficile ma che la loro squadra è buona e con l'arrivo di Cristiano Ronaldo potrebbero anche migliorare la situazione".

GALLIANI - "Insieme ad Adriano abbiamo ricordato le nostre sfide ai tempi di Juventus e Milan e il calcio di un tempo quando i club italiani dominavano in Europa. Con questa vittoria dell'Europeo speriamo di poter tornare protagonisti".

IBRA - "Se era emozionato? No, per niente. Magari dentro di sé lo sarà stato ma non faceva trasparire nulla. Sembrava sicuro come al solito. Zlatan sa quello che deve fare a qualsiasi età, 30, 40 o 50 anni. È chiaro che l'età c'è e per un calciatore è un fattore ma gli infortuni colpiscono chiunque: giovani e meno giovani. Lui è sicuro di dare un imput in più alla squadra, come giocatore e come uomo nello spogliatoio".


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