Serie A

Capello: "Rigore per il Milan? Il calcio non è il basket. Ad Allegri dissi di non tornare alla Juve"

Antonio Parrotto
Fabio Capello
Fabio Capello / Boris Streubel/GettyImages
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L'ex allenatore Fabio Capello, ospite sulle frequenze di Radio anch'io sport su Radio Rai, ha parlato di Roma-Milan di ieri sera ma anche del momento non particolarmente brillante vissuto da un'altra sua ex squadra, la Juve di Massimiliano Allegri.

Roma-Milan?
"Il Milan ha meritato la vittoria in una partita molto bella giocata bene dai rossoneri. La Roma è stata sfortunata, ma il Milan mi è sembrato più squadra. Ibrahimovic è tornato a essere protagonista".

Rigori?
"Inutile parlarne. In Italia si arbitra in questo modo, ma il calcio non è basket, è anche contatto: vanno valutare queste cose, metterei un ex giocatore vicino al VAR per far capire che cosa accade in campo. Questa è sempre stata una mia battaglia".

Fabio Capello
Fabio Capello / Jonathan Moscrop/GettyImages

Gli arbitri?

"Certi arbitri fischiano in un certo modo, senza fermare il gioco per i falletti. Se si interrompe a ogni contatto si perde molto tempo, perché poi partono le proteste. Dipende dalla personalità dell'arbitro: i calciatori dopo un quarto d'ora capiscono il metro di giudizio e nel caso smettono di buttarsi per terra".

Sorpreso da Ibrahimovic?

"No. Alla Juve non sapeva calciare, o meglio, calciava molto male. Poi è migliorato con voglia e costanza, mi aveva fatto capire che sarebbe diventato un grande: era già un buon giocatore ma doveva maturare, si è vista con tutti i risultati che ha avuto nella sua carriera la voglia che ha sempre avuto".

Napoli in difficoltà senza Osimhen?

"Gli azzurri mi piacciono molto, giocano un bel calcio e con Victor hanno qualcosa in più: con forza, determinazione e grinta dà una potenza di fuoco che mancava negli scorsi anni a Napoli, è fondamentale".


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