Roma

Spinazzola: "Pronto a buttare le stampelle, vi dico quando torno in campo. Real Madrid? Non ci pensavo"

Niccolò Mariotto
Leonardo Spinazzola
Leonardo Spinazzola / Claudio Villa/Getty Images
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Leonardo Spinazzola, terzino della Roma e della Nazionale attualmente out a causa della lacerazione del tendine d'Achille subita ad Euro 2020, ha rilasciato un'intervista al settimanale Sportweek. Di seguito le sue parole.

Leonardo Spinazzola
Leonardo Spinazzola / Claudio Villa/Getty Images

INFORTUNIO - "Sto per togliere le stampelle, le butterei subito. Mourinho e Mancini sanno che a novembre tornerò ad allenarmi e a dicembre sarò in campo. Subito dopo l'infortunio ho pensato: perché a me? È arrivato Cristante e gli ho detto che mi ero rotto tutto. Mi passavano davanti tanti pensieri, l'Europeo che se ne andava, il miglior momento della mia carriera e allora è cominciato un mare di lacrime. Poi i compagni mi hanno tranquillizzato e il giorno dopo mi sentivo già meglio. La notte ho faticato a prendere sonno, ho pianto per un'altra mezzora, poi ho bevuto due birre e mi sono detto: ok, ora basta".

EUROPEO - "Per vincere non basta lo spogliatoio unito, ma serve una squadra che dia sempre il cento per cento quando scende in campo, poi ci si può mandare anche a quel paese. È chiaro che, invece, se poi vai a cena insieme come facciamo noi è ancora più bello. In Nazionale è bellissimo far parte di un gruppo così scemo e ignorante come il nostro, non l'avevo mai visto. Anche per questo abbiamo trascinato gli italiani. Prima dell'infortunio pensavo alle voci di mercato sul Real Madrid? No, stavo giocando l'Europeo e pensavo solo a quello".

INTER - "Cosa pensavo nel gennaio del 2020 quando l'Inter non mi ha più preso dopo le visite mediche? Siamo gente con la valigia, ma certe volte ci rimani male. Sono cose che fanno crescere e servono a rafforzarti. La mia testa è cambiata lì, è scattato qualcosa e mi sono detto: adesso mi diverto io".

OBIETTIVI - "Mourinho sembra che scherzi, ma ti dice le cose come stanno. Nel 2022 è più facile che l'Italia vinca il Mondiale o la Roma un titolo? Speriamo tutte e due, ma dopo i festeggiamenti dovrebbero rifare la povera città di Roma".


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