Abraham: "Cresciuto guardando Dzeko. Per la Roma darò tutto"

Omar Abo Arab
Tammy Abraham
Tammy Abraham / Paolo Bruno/Getty Images
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In sole due gare, pur senza gol (una traversa e un palo ancora stanno tremando all'Olimpico), Tammy Abraham ha già conquistato il cuore dei tifosi della Roma. Sostituire Dzeko non sarà facile per l'attaccante arrivato dal Chelsea, ma l'inglese ha già assicurato nella sua presentazione in conferenza stampa che darà tutto.

Hai giocato poco la scorsa stagione. Pensi che la squadra possa vincere la UEFA Europa Conference League?
"Ho avuto modo di parlare con Mourinho e Pinto e mi hanno spiegato l'ambizione del club. Sono ambizioso anche io e che quando crede in qualcosa dà tutto se stesso. Sono arrivato per fare gol, aiutare la squadra e vincere dei trofei, speriamo di farlo già da quest'anno. Questa è la mia intenzione". 

Ti piace giocare unica punta o puoi giocare anche con Shomurodov accanto?
"Sono un calciatore che è cresciuto come ala destra e poi mi sono spostato al centro. Sono abiutato a coprire ruoli diversi, giocare con moduli diversi e avere compagni diversi. Dipende dal modulo e dai giocatori che sceglie il mister. A me sta quello di dare il meglio". 

Cosa ne pensi del calcio italiano? 
"Guardando giocare le squadre italiane in Serie A ti rendi conto di quanto sia un calcio tattico con squadre ben messe in campo. È difficile trovare spazio e fare gol. In Premier League le grandi dominano le piccolo. In Italia ci sta più equilibrio ed è questa la differenza principale". 

Tammy Abraham, Josè Mourinho
Abraham e Mourinho / Silvia Lore/Getty Images

In che modo Mourinho può farti migliorare?
"Tengo a dire che non sono qui solo per José. La sua presenza è stata importante ai fini della mia decisione. Ho sempre seguito la Roma, la conosco da sempre e al Chelsea ho avuto Rudiger ed Emerson Palmieri. Toni mi ha sempre parlato bene della Roma. Ho il piacere di ritrovare un allenatore come Mourinho nella Roma".

Tammy Abraham
Tammy Abraham / Paolo Bruno/Getty Images

Ritieni di avere avuto un grande impatto nella squadra?
"Sono concentrato sul calcio, sempre cercato di aiutare la squadra che rappresentavo. Quando è arrivata la Roma ho spostato il mio focus. Indosserò la nove che è stata la maglia di Dzeko. Tanto di rispetto per quanto ha fatto la Roma, sono cresciuto guardandolo in TV, è una responsabilità, ma ho sempre creduto in me stesso. Associare il mio nome al suo e a quello di Lukaku è un privilegio. È un passo importante, ma è solo l'inizio. Devo dire che da quando sono arrivato a Roma i tifosi e i compagni sono stati straordinari nei miei confronti. Si cerca di ricambiare questo affetto nei migliori dei modi. Io come i miei compagni abbiamo voglia di giocare bene. Quando arrivo da qualche parte mi piace giocare col cuore, lasciare il sangue sulla maglia. Mi piace lasciare un segno e spero ci sia riuscito". 

Il Chelsea un capitolo chiuso o vorrai convincerli a ricomprarti?
"Non sono una persona che guarda queste cose o che si concentra sulle scelte del Chelsea. Il mio focus non è dimostrare che si sono sbagliati per poi un giorno tornare. Quello che premeva era uscire dalla mia zona-confort. Avevo voglia di stendere le ali, di spiccare il volo. Il presente è ben chiaro, è la Roma ed è qui che voglio dare tutto me stesso. Nessuno sa cosa ci riserverà il futuro". 


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