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Napoli, Spalletti: "Con il Leicester serve motivazione. Insigne? Difficile recuperi"

Andrea Gigante
Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Quella di domani è una partita da dentro o fuori per il Napoli che se intende proseguire il proprio cammino in Europa League, dovrà cercare di battere il Leicester al Maradona.

A smorzare l'ansia c'è però una bella notizia: Victor Osimhen è tornato ad allenarsi e sarà presto arruolabile. Del recupero del nigeriano e di tanti altri temi ha parlato Luciano Spalletti in conferenza stampa; ecco le parole del tecnico partenopeo (fonte: ilnapolista):

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Alessandro Sabattini/GettyImages

Vista l'emergenza a centrocampo, sono previsti cambi per domani?
"No, niente da cambiare. Per me l’unico problema è quello dei valori morali dei calciatori. Dell’energia che devono esprimere ogni qual volta che entrano nello spogliatoio. Di che voglia c’è di mantenere la schiena dritta e di prendere a calci i momenti in cui le cose non ti vanno bene, di non accettare le situazioni che a volte ti determinano dei risultati. Per quello che vedo io, da questo punto di vista i miei calciatori sono in salute per cui io non devo andare a cambiare assolutamente niente. Chiaramente in un momento dove qualche risultato scricchiola la divisa normale del Napoli diventa anche un pochettino più pesante, quindi c’è da esibire una forza mentale superiore. C’è da mantenere la testa lucida da un punto di vista di potenzialità. Conta riuscire a riconoscere le potenzialità che si hanno".

Sulle condizioni di Osimhen:
"La risposta alle sollecitazioni che gli andremo a fare giorno dopo giorno ci dirà quando potremo riavere Victor. Faremo un programma in palestra e valuteremo la sua reazioni. Avendo a che fare con il ragazzo siamo molto fiduciosi di averlo prima possibile. Andrà tutelato, chiaramente, ma dal punto di vista della disponibilità per accorciare il recupero di qualche giorno verrà fatto tutto il possibile".

Cosa serve per la partita di domani?
"Ci vuole motivazione enorme, senso di appartenenza. Ci vuole autostima. Prima dicevo alle tv che per noi le partite son tutte da dentro o fuori. Se siamo a questo punto non abbiamo considerato molto da dentro o fuori quelle all’inizio, dove abbiamo commesso delle leggerezze. Per cui, per evitare questo problema di trovarsi in questa situazione la gestione è sempre allo stesso modo: tutte le partite sono da dentro o fuori, non c’è differenza. Questa lo è realmente, ma una partita come quella che i ragazzi hanno disputato con l’Atalanta debbo fargliela vedere nel modo giusto, per non far sì che il risultato pesi di più della prestazione e della qualità individuale che molti calciatori hanno esibito. E visto chi eran gli avversari e come eravamo messi io trovo quella prestazione un balzo in avanti. Questo voglio portarmi dietro, non la scoria della sconfitta. Perché la partita è stata fatta nella maniera corretta. Sono i dati che porta l’Atalanta in fondo alla partita che ti danno la prova che si può vincere la prossima partita. Poi è chiaro che ci sono gli episodi: se si arriva dentro gli episodi con la testa giusta possiamo riuscire a sterzare la partita".

Sulla scarsa vendita di biglietti per domani:
Per quanto riguarda l’appello: se si gioca di giovedì alle 18.30 la cosa stride da tutte le parti. Poi, vorrei essere aiutato: quando lei dice che deve riposare qualcuno a chi si riferisce? Secondo lei chi ha giocato di meno e chi ha giocato di più? Provi a citare. Le faccio io l’esempio: Elmas ha giocato poco o molto? Elmas ha giocato più di tutti. Siamo 14 domani, eh. Non so se si riferisce a qualcuno in particolare. Mario Rui ha giocato tanto? No, non ha giocato le sette partite di Nazionale. Poi come minutaggio quello di Elmas è inferiore di Di Lorenzo, ma se ci si mettono 7 partite piene di Nazionale, dal 1′ al 90′, poi alla fine siamo lì. Il problema è generale: bisogna avere una rosa adatta a combattere una difficoltà che hanno tutti. Bisogna farci il callo: la difficoltà è dietro la porta, l’insidia è lì. Poi se ci si mettono i tre casi di Covid… I ragazzi che hanno avuto il Covid sono debilitati, ci vogliono dei giorni per rimetterli in condizione. Il peso psicologico, minuto più minuto meno, è uguale. Non c’è chi ha giocato più e chi ha giocato meno, in questo senso. Anzi: uno che entra e gioca di strappi perché mancano 25 minuti o 30 minuti fa anche più sforzo dal punto di vista muscolare. Lei si riferisce a Zielinski e Mertens? Giocheranno entrambi. Prima o dopo giocano tutti, la fatica è per tutti. Domani vedremo che tipo di forza, di mentalità, di stoffa avremo. 

Lorenzo Insigne of SSC Napoli celebrates at the end of the...
Lorenzo Insigne / Insidefoto/GettyImages

Su Demme, Politano, Fabian e Insigne:
Demme e Politano stanno meglio, entrambi. Hanno fatto allenamenti in più, il livello di risposta si è alzato. Insigne e Fabian proviamo a recuperarli per domenica. Non sarà facile, ma faremo tutto il possibile.

Idea difesa a 3?
"Quando la palla ce l’hanno gli altri ti devi un po’ adattare a quello che fanno gli avversari. Si va dietro alla ricerca degli avversari. Se una squadra propone tre attaccanti meglio essere in quattro dietro, altrimenti si concede troppa libertà a centrocampo. L’Atalanta, spesso, porta sei uomini sulla linea d’attacco. In quel caso, meglio averne cinque.  In fase di possesso invece puoi fare un po’ quello che ti pare. La palla ce l’ho io e decido io che impostazione dargli. Dentro qualsiasi partita si possono riproporre cose diverse. A volte lo stesso Leicester fa rientrare un centrocampista fuori linea".

Cosa si aspetta da Manolas?
"Sicuramente visto il problema che l’ha colpito ultimamente non può esserci per 90 minuti. Verrà in panchina, se ne abbiamo bisogno può entrare. Dobbiamo capire se il problema si riacutizza oppure no e pian piano con gli allenamenti lo porteremo a disputare una partita di 90 minuti al livello necessario".

Su Malcuit:
"In fase di possesso Malcuit ha spunti, ha forza, ha profondità. Ha vampata della corsa, ha velocità. Quando deve scegliere delle cose fa un pochettino più fatica, ma è ugualmente un calciatore che crea delle problematiche agli avversari con fisicità e reattività, e secondo me ha fatto molto bene".

Kevin Malcuit player of Napoli, during the match of the...
Kevin Malcuit / Vincenzo Izzo/GettyImages

Cosa si aspetta dalla partita di domani?
"Questa è una di quelle partite che fanno la radiografia all’anima che hai. Si arriva in fondo e questa è davvero una partita da dentro o fuori. Dunque sei costretto a non rimandare alla situazione successiva il risultato dell’oggi. Il risultato dell’oggi rimane, perché poi non si va più in giro per l’Europa. Di conseguenza il carattere deve essere di un livello importante. Se quando ci sono le difficoltà non resistiamo quanto siamo davvero forti? Poco. Ogni partita ha in ballo un trofeo e un pezzo della nostra storia. Non s’ha da dare niente alla società se si va fuori, non abbiamo debiti con nessuno. Ma verso i tifosi ci sarebbe rammarico a uscire fuori da una competizione in cui potevamo star dentro. Rimarrebbe nel curriculum".

Sui tre primavera:
"Abbiamo una lista per l’Europa League. La penultima partita della Primavera c’era il mio vice Domenichini a seguirla, abbiamo contatto quotidiano con l’allenatore della Primavera, portiamo tutti i giorni alcuni ragazzi ad allenarsi con noi. Il Napoli Primavera sta facendo bene, gli vanno fatti i complimenti. Li guardiamo con attenzione, i ragazzi, in modo da poterli tenere in considerazione in questi momenti qui. Lo facciamo, certo". 

Il Napoli è troppo corretto?
"Si cerca di tenere in considerazione tutto quello che ci può aiutare. Qui dentro si va ad analizzare bene tutto, prima di tutto su noi stessi, perché ci vuole senso d’umiltà. Poi si va a mettere tutto insieme, si fanno le riunioni quotidianamente. Coi tempi così corti non passa giorno senza fare riunioni. Ma se è importante dirà qualcosa sulla partita precedente, lo sguardo è sempre rivolto a quella successiva. Quella passata rimane lì. Io vedo un atteggiamento corretto dentro e fuori dal campo. A volte è faticoso riuscire a mantenere un atteggiamento sempre corretto, ma se vuoi scrivere una bella storia su te stesso c’è bisogno di tanta fatica. Si sta facendo".

Su Lozano, Mertens e Ghoulam:
"Son tutti pronti a dare il massimo di quello che gli viene richiesto. Soprattutto domani. Io spesso ho detto di avere a che fare con un gruppo che ha talento ed attributi, perché poi voglio fare un esempio: uno come Di Lorenzo sabato notte s’è sentito male, non ha dormito tutta la notte e ha giocato la partita senza fare colazione e senza pranzare perché era stato male. È entrato dentro e ha fatto una partita stratosferica. Questo la dice lunga sulla testa di questi calciatori e su quello che vogliono andare a prendersi. Poi ci sono gli avversari e gli episodi, ma i ragazzi sono tutti disponibili a fare straordinari, a diventare super. Ghoulam è quasi pronto. Non che gli manchi qualcosa. E’ quasi pronto per giocare. Ha espresso il valore che doveva esprimere per essere preso in considerazione da me. Faouzi è un campione".


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