Milan

Ibrahimovic: "Orgoglioso di questo Milan pieno di talenti. L'adrenalina mi spinge ad andare avanti"

Stefano Bertocchi
Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Marco Canoniero/GettyImages
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"Ogni giorno mi sveglio con dolori ovunque, ma finché ho degli obiettivi e la carica vado avanti. So che sto arrivando a qualcosa di buono, in un momento in cui ho bisogno di lavorare per mantenermi al top. Continuerò a farlo finché posso. Non voglio avere rimpianti, fermarmi e magari tra due anni pensare che avrei potuto continuare perché mi sentivo bene. Non ho bisogno di un contratto o di essere famoso, l'unica cosa che mi spinge ad andare avanti è l'adrenalina". Il racconto è di Zlatan Ibrahimovic, assoluto trascinatore del Milan protagonista di una lunga intervista concessa al Guardian.

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic / Gabriele Maltinti/GettyImages

LE GENERAZIONI- "Non ho problemi a soffrire, per me è come fare colazione.La nuova generazione non conosce la sofferenza, con pochi sforzi ottiene consensi. Noi dovevamo fare molto di più per avere meno approvazioni di loro, e per questo sono molto orgoglioso di appartenere alla vecchia generazione". 

IL MILAN E LA CHAMPIONS
- "E' incredibile come il resto della squadra mi faccia sembrare giovane anche a me. Mi sento come Benjamin Button. Sono molto orgoglioso di questi ragazzi, che cambiano mentalità e si stanno assumendo più responsabilità. Io corro quanto loro, oggi sono felice così. La gente pensa che devo fermarmi, ma la testa mi dice altro.

Continuo a lavorare per dare l'esempio ai giovani e spronarli a dare sempre il massimo. Non sono un cane che abbaia ma non morde, io faccio l'opposto:
quando sono arrivato la prima volta al Milan eravamo tanti top player. Oggi è la squadra più giovane d'Europa e piena di talenti. E' un progetto diverso che dà più soddisfazioni, perché se si dovesse vincere con questi ragazzi non sarebbe programmato".

I MALDINI - "Daniel è il classico bravo ragazzo, Paolo se voleva ‘ucciderti’ in campo ‘ti uccideva’. Sono contento che non siano uguali, perché per il figlio non è facile essere paragonato a un padre che ha avuto quella carriera. Daniel è un grande talento e lo stiamo aiutando, ma io gli dico di andare avanti per la sua strada. Ho giocato contro il padre, oggi sono compagno del figlio. Forse un giorno Daniel avrà un figlio...".

AZPILICUETA- "L'altro giorno in nazionale ho fatto un placcaggio ad Azpilicueta. E' stato voluto, non mi vergogno a dirlo. Non si è comportato bene con un mio compagno e io l'ho difeso. Non è stato un comportamento corretto, ma lo rifarei di nuovo per fargli capire cosa potrebbe succedere se avesse le palle di farlo con me. Azpilicueta cosa potrebbe dire? Forse qualcosa, ma lo farebbe col mio compagno che sarebbe troppo gentile per rispondere. E' facile prendersela con i ventenni, ma non deve prendere in giro chi è per terra. Spero che ora l'abbia capito".

LO UNITED- "Al Manchester ho fatto una grande esperienza, è un club fantastico col quale ho visto due trofei (Coppa di Lega ed Europa League, ndr).L ì si parla troppo del passato, quando sono arrivato io ho detto che mi sarei concentrato sul presente per creare la mia storia. La Premier League è sopravvalutata dal punto di vista tecnico, ma in quel campionato c'è un gran ritmo. Puoi essere un grande giocatore, ma se non riesci a gestire quel ritmo non emergi".


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