Juventus

Attacco spuntato e difesa colabrodo: i numeri della crisi della Juventus

Alessio Eremita
Massimiliano Allegri
Massimiliano Allegri / Marco Canoniero/GettyImages
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La crisi della Juventus passa dai numeri. La sconfitta subita al Bentegodi di Verona ha evidenziato le numerose lacune presenti all'interno dell'organico bianconero, che non sembra in grado di invertire un trend negativo preoccupante in vista della seconda parte di stagione. Il tecnico Massimiliano Allegri dovrà lavorare su molti aspetti, a partire dalla fase realizzativa: la Juve è dodicesima in Serie A per gol fatti (1,36 a partita), nona per tiri totali e undicesima per conclusioni nello specchio della porta.

Tutto passa anche dal possesso palla, con una media del 50% in questa stagione. Pochi cross (2,3 utili a partita) e calci d'angolo a favore, manca precisione nei passaggi e sfrutta molti lanci lunghi che, però, non portano grandi vantaggi.

Paulo Dybala
Paulo Dybala / CPS Images/GettyImages

Bianconeri male anche nei contrasti: per loro un misero quattordicesimo posto nella classifica tutta italiana, davanti solo a Torino, Verona e Venezia per falli commessi. Nell'occhio del ciclone è finita anche la difesa, incapace di intercettare i passaggi e rompere la trama di gioco avversaria. Le statistiche fornite da Who Scored classificano la Juve tra le squadre che si difendono di più e male. Gioca con lo sguardo rivolto al proprio portiere, è lenta nell'impostazione e sembra priva di idee.

E la posizione dei calciatori lo testimonia: il 46% del tempo trascorso a centrocampo, il 29% in difesa. L'analisi dei numeri non mente: ora tocca ad Allegri mettere mano alla sua squadra.


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