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Kean convince a metà la Juventus: ora la Nazionale per il rilancio definitivo

Alessio Eremita
Moise Kean
Moise Kean / Nicolò Campo/Getty Images
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"Ha fatto 17 gol al PSG: un giocatore con un bagaglio così sarebbe considerato un fenomeno, se non fosse che è italiano". Con queste parole Pavel Nedved ha preso le difese di Moise Kean, che non ancora convinto pienamente la Juventus durante le prime sette giornate del campionato di Serie A e i match di Champions League. La società bianconera, però, non ha dubbi: l'attaccante classe 2000 è un patrimonio del calcio italiano e, con il tempo, potrà ritagliarsi uno spazio importante con la maglia della Vecchia Signora. La sua prestazione contro il Torino si è rivelata incolore, lo sa anche il tecnico Massimiliano Allegri, ma non sarà certamente l'unica. Soprattutto considerando le condizioni fisiche ancora precarie di Paulo Dybala e Alvaro Morata.

Moise Kean
Moise Kean / Claudio Villa/Getty Images

Ad aiutare il giovane Kean è il ct dell'Italia Roberto Mancini, che ha deciso di convocarlo per la semifinale di Nations League contro la Spagna a seguito del forfait di Ciro Immobile. Una chance importante per tentare il riscatto in azzurro e tornare alla Juventus con più consapevolezza dopo la sosta dal campionato. L'obiettivo è quello di attendere il proprio turno e ripetere la superba prestazione (con doppietta) messa in mostra contro la Lituania nelle qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar.


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