Juventus

Buffon: "La Juve è sulla strada giusta, Dybala deve restare. Gioco fino a 50 anni"

Andrea Gigante
Dybala e Buffon
Dybala e Buffon / ANDREAS SOLARO/GettyImages
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Gianluigi Buffon compie oggi 44 anni e per l'occasione La Gazzetta dello Sport ha pubblicato una sua intervista. Con la rosea, Super Gigi ha parlato della sua Juventus e in particolare dell'arrivo di Vlahovic e del futuro di Dybala, ma non sono mancate domande sulla Nazionale e sui suoi obiettivi per il futuro. Andiamo a leggere le sue parole (fonte: calciomercato.com).

Gianluigi Buffon
Gianluigi Buffon / Giuseppe Bellini/GettyImages

Sul periodo attraversato dalla Juve e sull'acquisto di Vlahovic:
"Ha passato un momento di disorientamento, ora sembra sulla strada giusta. Vlahovic è l'acquisto più bello, grande, sorprendente: con Haaland e Mbappé, è il miglior giovane al mondo. Ha qualcosa di diverso, la presenza scenica dei grandi 9. E poi è un'evoluzione: ai miei tempi non esistevano i giocatori di 1.90 con quel dinamismo. Allegri nell'ultimo mese e mezzo ha drizzato le antenne, ha capito che bisogna stare sul pezzo e ha fatto bene a ricercare la compattezza". 

Sul futuro di Dybala:
"Se Paulo decidesse di rimanere, farebbe una gran cosa. Io lo farei anche rinunciando a qualcosa economicamente, ma solo se mi sentissi apprezzato. Se fossi la Juve... mi stuzzicherebbe la suggestione Dybala-Vlahovic. Io futuro dirigente della Juve? Non ho alcun accordo con Agnelli, se non il fatto che sono il padrino di sua figlia". 

Il sogno Qatar:
"Non lo sogno più. Ho sempre parlato del Mondiale per proteggermi da chi si chiedeva 'Buffon perché continua?'. In realtà continuo perché faccio ancora cose che altri non fanno, ma le dinamiche mi fanno pensare che il Qatar sia impossibile. È giusto così, vanno rispettati i pensieri e le scelte di un uomo intelligente come Mancini. Ci siamo sentiti solo tre anni fa, ma è corretto scelga come ritiene più adatto, anche per proteggere il gruppo. E poi i portieri sono forti. Sarei utile nello spogliatoio? Non sono riflessioni che posso fare io. Certo, Chiellini-Bonucci hanno enorme esperienza...". 

Sul ritorno di Balotelli in Nazionale e le convocazioni di Mancini:
"Il discorso su Mario può diventare pruriginoso. Diciamo che bisogna avere fiducia in Mancini. E poi chiamare Balotelli ha una logica. Non so se sia giusto o sbagliato, ma ha una logica. Su Joao Pedro, molto per me dipende da quanto uno sia integrato. Camoranesi, ad esempio, era uno di noi al 100%. Quanto a Fagioli ha qualcosa di speciale. Come Verratti, Donnarumma... e non mi vengono altri nomi. Anzi, il tiro di Scamacca è speciale: non ne vedevo uno così da Balotelli".

Mario Balotelli, Gianluigi Buffon
Balotelli e Buffon / Claudio Villa/GettyImages

Su Ilicic:
"Per risalire dalla depressione devi aggrapparti a qualcosa che hai dentro. Io mi sono imposto di trovare il modo di uscirne. Ce l'ho fatta dopo 7 mesi senza prendere una medicina, anche se tutti me ne propinavano. Ho trovato la forza avvicinandomi all'arte, prendendo emozioni dai quadri". 

Sugli errori commessi in carriera:
"'Boia chi molla' è stato un errore, con la consapevolezza di oggi. Io però ne ignoravo il significato, come per il numero 88. Quando si fanno investimenti, invece, ci sta che qualcuno possa andar male, e nel mio caso si è ammalata la persona che gestiva un'azienda. In Italia poi ci si sofferma sugli errori, per felicità da disgrazia altrui, ma io ho pagato tutto con la mia faccia: morirò con la felicità di essermi speso e aver vissuto". 

Sul caso scommesse:
"Sono l'attacco più vergognoso. Mi dà fastidio sia stata messa in dubbio la mia correttezza sportiva. Se ho scommesso – e mai sulle partite – è stato perché chi vive la nostra vita deve trovare una trasgressione. Io non vado in discoteca, non ho mai fatto uso di droghe, ho sempre avuto solo una donna. Scommettevo, ma quelli sono fatti miei. E da lì a vendere partite, al riciclaggio, ad altre cose losche... ce ne passa". 

Sugli obiettivi futuri:
"Vediamo come finiamo e come finisco io. Sento la responsabilità di rappresentare la gente di Parma, che mi dà amore incondizionato. E qui... colpo di scena. Mi sono dato un obiettivo: se l'Italia non andrà ai Mondiali, mi toccherà puntare ai prossimi. Non mi sorprenderebbe trovarmi a 48 anni in grande forma. Jordan non escludeva di giocare a 50 anni? Lo capisco, tanto alla fine comanda solo lui: il campo". 


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