Juventus

L'impatto economico di Cristiano Ronaldo sulla Juve: il bilancio di 3 anni tra sogni, Covid e flop Champions

Antonio Parrotto
Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo / Marco Canoniero/Getty Images
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Qual è stato l'impatto di Cristiano Ronaldo, in termini economici, sulla Juventus? E' finita la sua era dopo 3 anni. La Juve ha scommesso su di lui non solo per vincere la Champions League ma anche per provare a colmare il gap con le big a livello di introiti, di fatturato, di merchandising. La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport hanno provato a tracciare un bilancio complessivo sull'impatto di CR7 e la sostenibilità per la Juve.

Questo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport: "Nella prima stagione, 2018-19, i ricavi caratteristici sono aumentati di 58 milioni, con gli introiti da stadio (ricordate l’incremento dei prezzi?) passati da 60 a 74 milioni, il segmento commerciale da 126 a 170 di cui 44 dal merchandising grazie al raddoppio delle maglie vendute (1 milione). L’anno successivo sono entrati in vigore i nuovi contratti di sponsorizzazione di maglia: Adidas è volato da 23 a 51 milioni, Jeep da 17 a 42 (poi 45). In virtù del successivo accordo con Cygames la divisa bianconera è arrivata a valere commercialmente 100 milioni posizionandosi nella prima fascia europea. 87 milioni nel 2017-18, 109 nel 2018-19, 130 nel 2019-20. Il seguito più che raddoppiato sui social (dai 50,4 milioni di follower nel giugno 2018 agli attuali 113,2) e la conquista di nuove fette di tifosi nella platea globale (160 milioni di fan potenziali in più, dai 385 milioni del maggio 2018 ai 545 del maggio 2020, secondo Nielsen)".

Cristiano Ronaldo
Cristiano Ronaldo / Alessandro Sabattini/Getty Images

Ma i meriti non sono da attribuire a CR7, stando a quanto scritto dal Corriere dello Sport: "Il costo complessivo può stimarsi in 276 milioni (contando anche lo stipendio, ndr) mentre il contributo di CR7 va analizzato isolando i flussi finanziari positivi: biglietteria, sponsor, merchandising ma non solo.   Nel primo anno di Ronaldo, l’incremento di abbonamenti è stimabile in 2,8 milioni, nel secondo 4,7. Le ridotte dimensioni dello Stadium e la capacità già quasi saturata prima dell’arrivo del portoghese hanno consentito di ottenere extra ricavi solo da aumenti di prezzo, di cui si può attribuire a CR7 la quota in eccesso dei normali incrementi già applicati annualmente negli anni precedenti. La biglietteria delle singole partite: +5,7 milioni il primo anno in Serie A, +3,3 milioni in Champions nelle prime due stagioni. Poi è arrivata la pandemia che ha chiuso tutto per tutti. I ricavi da sponsor sono saliti di 22 milioni il primo anno (per l’accordo con Adidas) e di altri 20 milioni il secondo (per il rinnovo con Jeep/Fca). In totale 42 milioni, che resteranno un flusso incrementale di medio periodo a regime. Si può entusiasticamente attribuirne tutto il beneficio a CR7 ma la Juventus aveva già raggiunto due finali di Champions (2015 e 2017) e i contratti con gli sponsor erano comunque molto bassi in confronto alle dirette concorrenti europee. Veniamo al merchandising: le famose magliette che avrebbero ripagato da sole l’investimento, secondo alcuni. Il primo anno le vendite sono aumentate di 16 milioni, il secondo solo di 3 rispetto al pre-Ronaldo, attestandosi su questo livello anche il terzo. Dagli extra-ricavi andrebbero sottratti gli extra costi (+6 milioni il primo anno, +1 il secondo) quindi l’effetto sulle magliette pare, nel complesso, abbastanza modesto. Sommando questi effetti la Juve ha quindi recuperato una 30ina di milioni da botteghino e merchandising dei 276 investiti su Ronaldo. Il Covid non ha aiutato ma difficilmente gli ordini di grandezza avrebbero consentito di recuperare i costi. Sugli sponsor va fatto un discorso diverso. Nei 3 anni di Ronaldo gli introiti aggiuntivi sono stati, in totale, 100 milioni e questi contratti rimarranno in piedi anche nei prossimi anni ma attribuire l’intero incremento al portoghese, anche quello che la Juve avrebbe ottenuto in ogni caso, pare azzardato. Comunque, anche se così fosse, con 40 milioni annui di ricavi addizionali, servirebbero 6-7 anni (senza considerare l’attualizzazione) per assorbire l’investimento nel portoghese. Ovviamente il resto del ritorno economico avrebbero dovuto farlo le prestazioni sportive.

Infine, proprio l'addio prematuro alla Champions League, una volta ai quarti e due volte agli ottavi, hanno fatto precipitare le cose, insieme ai mancati ricavi causa Covid. Così la Gazza: "Nel primo anno di CR7 gli stipendi sono saliti da 259 a 328 milioni, e nel 2019-20 si sarebbe arrivati a quota 374 milioni senza i 90 risparmiati grazie all’accordo con la squadra per il lockdown. L’indebitamento finanziario, che per diversi anni si era mantenuto attorno ai 200 milioni, è cresciuto fino ai 464 milioni del 30 giugno 2019 per poi scendere l’anno dopo a 385 assorbendo l'incasso dell’aumento di capitale da 300 milioni che doveva servire per nuovi investimenti ma poi è stato utilizzato come diga anti-coronavirus. In un conto economico tornato in profondo rosso dopo il tris di utili tra il 2014 e il 2017 (-40 nel 2018-19, -90 nel 2019-20, stima di almeno -200 nel 2020-21), Ronaldo è pesato annualmente 87 milioni tra stipendio e ammortamento. Tanti, tantissimi soldi. Troppi, al tempo del Covid".


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