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Pazzini: "Cosa chiedere di più a Dzeko? L'Inter di Inzaghi senza Lukaku gioca meglio"

Antonio Parrotto
Giampaolo Pazzini
Giampaolo Pazzini / Jonathan Moscrop/Getty Images
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Giampaolo Pazzini, doppio ex di Sampdoria-Inter, ha rilasciato un'intervista alla Gazzetta dello Sport per parlare della sfida di domani tra le due squadre. Un intervento, quello del Pazzo, sul lavoro dei due nuovi tecnici e non solo. Ecco le sue parole: "L'Inter ha fatto molto bene contro il Genoa. A Verona è stata una partita più complicata, si è trovata sotto ma ha reagito da grande squadra, dimostrando che il fuoco è ancora acceso. Malgrado abbia raccolto un solo punto e senza segnare, mi è piaciuta anche la Samp. Con il Milan ha giocato bene ed è stata anche un po' sfortunata. In casa del Sassuolo ha fatto la gara che doveva, molto attenta".

Entrambe le squadre hanno cambiato allenatore. Quanto il solco tracciato da Conte e Ranieri aiuterà il lavoro di Inzaghi e D'Aversa?

"Simone si è ritrovato l'ossatura scudetto. Ripartire dalla stessa difesa è stato fondamentale. E anche in mezzo al campo è cambiato poco. Credo che abbiano entrambi l'intelligenza per metterci gradualmente qualcosa di proprio senza stravolgere lo spartito".

Crede che Simone farà turnover pensando al Real?

"Al netto dei sudamericani, penso che lui abbia in testa solo i tre punti a Marassi. Vincere domenica sarebbe fondamentale anche in chiave Champions".

Come è cambiata l'Inter di Inzaghi?

"I nerazzurri ora attaccano in modo diverso. Lukaku era una forza della natura, ma anche un accentratore. Ora vedo più varietà di soluzioni, a livello sia di scelte sia di modi per andare in porta. Nelle prime due partite mi sono parsi giocare meglio".

Ora c'è anche la fantasia di Calhanoglu, che però dopo l'ottima prova col Genoa ha fatto meno bene a Verona.

"Il turco a volte ha due facce, ma ormai ha imparato a farsi sentire anche quando non sforna magie".

Giampaolo Pazzini
Giampaolo Pazzini / Jonathan Moscrop/Getty Images

Prima di Correa, l'ultimo a esordire in nerazzurro con una doppietta era stato proprio lei, nel 2011. Cosa pensa del Tucu?

"Credo che per le qualità che ha debba e possa incidere di più. E non parlo solo di gol, ma anche di assist".

Anche da Lautaro si attende di più?

"Martinez ha già mostrato quanto vale negli ultimi anni. Ormai è un punto fisso anche dell'Argentina. Penso che possa adattarsi alla perfezione sia con Correa sia con Dzeko".

Quali sono le caratteristiche che fanno di Dzeko l'uomo attorno a cui gira tutto l'attacco?

"Edin è un pivot che a differenza di Lukaku non cerca solo la profondità. Gli piace anche abbassarsi per dettare i tempi offensivi, cercare il dialogo nello stretto, aprire spazi per i compagni. E poi fa gol. Cosa chiedere di più?".

Dove può invece arrivare l'Inter?

"E' tra le pretendenti allo scudetto con Juve, Atalanta, Milan, Napoli e Roma. In Champions può finalmente qualificarsi per gli ottavi. Il Real resta super anche se dietro ha perso Ramos e Varane, ma a Milano si può battere".

Come finisce Sampdoria-Inter?

"I nerazzurri hanno più qualità, ma a Marassi è sempre una battaglia. Ci sarà da divertirsi".


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