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Esposito: "Mi piacerebbe tornare in Serie A. Scudetto? Spero lo vinca l'Inter"

Andrea Gigante
Sebastiano Esposito
Sebastiano Esposito / RvS.Media/Basile Barbey/GettyImages
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Se l'Inter non avesse ceduto Sebastiano Esposito la scorsa estate, adesso Simone Inzaghi non si ritroverebbe a fare i conti con l'emergenza in attacco. La sosta nazionali non è stata infatti benevola con i nerazzurri, visto che negli ultimi giorni si sono fermati Lautaro, Dzeko e Sanchez.

Esposito si è trasferito al Basilea in prestito, con l'obiettivo di farsi le ossa. Il classe 2002 non solo sta trovando più spazio, ma è anche uno dei più positivi nell'avvio di stagione della compagine svizzera e di recente ha raccontato le sensazioni dei primi mesi della sua nuova avventura a TuttoMercatoWeb:

“Alla mia età è difficile uscire dall’Italia, l’esperienza è partita bene poi gli infortuni mi hanno rallentato un po’. La stagione però è lunga e voglio dare il massimo”.

Le prime difficoltà che hai incontrato?
“La lingua, poi ho iniziato a parlare inglese. E oggi non ho alcun problema. Mi hanno aiutato molto anche i compagni. Mi aspettavo più insidie. Alla fine si è rivelato tutto confortevole”.

Immagino siano cambiate anche le abitudini.
“Si, ma la vita di un giocatore se sei a Milano o da un’altra parte è uguale. Allenamento e casa. Magari a Milano facevo qualche cena in più. E poi qui fa più freddo. In questi tre mesi non sto riposando perché faccio doppio tutti i giorni. Mi decido alla mia ragazza, al cane, alla casa, faccio spesa”.

Niente Play Station?
“Play Station tanta. Ormai faccio la squadra io: sto facendo la carriera col mio giocatore. E se facessi nella realtà la carriera che sto facendo su Fifa sarei un fenomeno (sorride, ndr)”.

A cosa punta il Basilea?
“Siamo partiti bene, in campionato abbiamo ottenuto buoni risultati. Dopo la sosta ce la metteremo tutta per macinare. Vogliamo fare del nostro meglio. Il meglio possibile. Lo merita questo club, la sua storia, il suo prestigio”.

Se l’Inter non esercitasse il controriscatto sarebbe l’acquisto più costoso del club.
“Mi fa onore. Questo è un club glorioso che punta a riscattarsi. Come me. La stagione è lunga, non so cosa accadrà. Logico che giocare in Serie A è sempre il mio sogno”.

Quindi, ci pensi al ritorno in Italia?
“È un obiettivo, è il mio paese. Il calciatore però decide poco, figuriamoci nel mio caso che a decidere saranno le due società”.

Sebastiano Esposito
Esposito con la maglia dell'Inter / Alessandro Sabattini/GettyImages

L’Inter può vincere lo Scudetto anche quest’anno?
“Mi auguro di sì. Per ora sta facendo bene, ha i punti dell’anno scorso. E lotterà per vincere, come sempre”.

E Conte al Tottenham come lo vedi?
“Se ha accettato vuol dire che ci sono le condizioni per fare bene. È esigente e fa la differenza. Parla il suo curriculum. È un fenomeno. Gli ho fatto l’in bocca al lupo. Mi ha detto che mi avrebbe seguito da lontano”.

E tuo fratello Salvatore?
“Non perché è mio fratello, ma è di categoria superiore. La squadra non sta andando benissimo, ma ha tanti giovani e un allenatore che ha coraggio ed esprime un calcio offensivo come piace a me. Fa la differenza da tre anni, arriverà lontano”.

Chissà quante volte da piccoli vi avranno chiesto chi è più forte…
“C’è stato poco tempo per crescere. Mi ha dato il peso sulle spalle, oggi lui ha più pressioni (sorride, ndr). Ma fortunatamente abbiamo una famiglia che ci ha sempre fatto rimanere con la testa sulle spalle”.


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