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Dumfries: "Ho detto no all'Everton per l'Inter. Raiola? Lo sentivo tutti i giorni"

Giovanni Benvenuto
Denzel Dumfries
Denzel Dumfries / Marco Canoniero/GettyImages
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Denzel Dumfries, terzino dell'Inter, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Voetbal International. Il giocatore olandese parla dei suoi primi mesi all'Inter senza nascondere delle curiosità sul suo arrivo in nerazzurro.

Ecco le sue parole:

Sull'arrivo in nerazzurro: "Ci è voluto un pò di tempo prima che si chiudesse l'affare con l'Inter. Alla fine ho avuto i brividi. Ho parlato tutti i giorni con Mino Raiola. La mia voglia di vestire la maglia dell'Inter ha prevalso. C'era anche l'Everton, ma non ci ho pensato due volte. Volevo davvero andare all'Inter. La squadra campione d'Italia, un club di grande tradizione in Italia e in Champions League".  

Su San Siro: "Ovviamente hanno inciso anche la città di Milano e San Siro nella mia scelta. Ho vissuto il mio primo Derby della Madonnina contro il Milan con lo stadio pieno. È un'emozione fantastica. Queste sono cose che sogni se fai il calciatore. San Siro mette la pelle d'oca, mi ha impressionato. Ora, per colpa della restrizioni, non è completamente pieno e non vedo l'ora di tornare a giocare con lo stadio pieno in Serie A. Giocare senza tifosi è brutto. Ti senti quasi impotente. Io sono un giocatore che ha bisogno del pubblico: mi dà energia e spinta, mi rende migliore".

Denzel Dumfries
Denzel Dumfries / Giuseppe Cottini/GettyImages

Sull'adattarsi agli schemi: "Ho avuto un sacco di problemi ad inizio campionato perché quello che si fa qui è molto diverso da quello che si fa in Olanda. Se da noi in un 4-3-3 la palla è a sinistra, entriamo a destra. Faccio così da quasi vent'anni. Il mio corpo lo fa automaticamente,  ma all'Inter è vietato. Qui devo restare largo. Ho lavorato tanto e l'ho imparato. Il calcio dell'Inter e della Serie A è tanto tattico".

Su De Vrij: "Per Stefan è già la sua quarta stagione in nerazzurro. È una squadra molto esperta. È una bella cosa, perché possono spiegarmi bene cosa ci si aspetta da me tatticamente".

Su Perisic: "Mi aiuta nella parte tattica, è nella stessa posizione dall'altra parte del campo".


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