Calcio estero

UEFA-Superlega, inizia il processo legale: tutti gli scenari possibili

Alessio Eremita
Aleksander Ceferin
Aleksander Ceferin / ANP/GettyImages
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È iniziato oggi il processo legale che potrebbe cambiare le sorti del calcio internazionale. Di scena presso al Corte di Giustizia Europea il contenzioso tra UEFA e i club fondatori della Superlega (Juventus, Real Madrid e Barcellona gli unici rimasti fedeli al progetto d'élite). Come riportato dall'edizione odierna di Tuttosport, gli scenari sono due: il rafforzamento delle competizioni europee (Champions League, Europa League e Conference League) in caso di vittoria della UEFA; la nascita definitiva della Superlega se la Corte dovesse dare ragione a Florentino Perez e colleghi. Difficile che ci saranno, tuttavia, dei provvedimenti disciplinari contro le tre società. Negli articoli 101 e 102 del Trattato di Roma, infatti, è concessa l'esistenza di monopoli a patto che non vi siano sanzioni esagerate per chi vi aderisce.

John Henry, Florentino Perez
John Henry, Florentino Perez / Chris Brunskill/Fantasista/GettyImages

"Anche con una vittoria alla Corte, l'UEFA non potrebbe escludere Juventus, Barcellona e Real Madrid dalle sue competizioni anche solo per una o due stagioni. In compenso, però, l'Uefa si ritroverebbe con un potere pressoché assoluto in ambito commerciale e tutti i club dovrebbero sottostare alle sue decisioni. Ma l'UEFA ha possibilità di vincere? Un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea non è terreno di pronostici, ma rileggendo attentamente gli articoli 101 e 102 è difficile non riconoscere i tratti di monopolio all'Uefa. Il primo tratta i monopoli o i cartelli e recita: «Sono incompatibili con il mercato interno e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato interno». E al comma B, si legge: «in particolare quelli consistenti nel limitare o controllare la produzione, gli sbocchi, lo sviluppo tecnico o gli investimenti", questo il punto della situazione secondo il quotidiano piemontese.


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