Trezeguet: "Agnelli un esempio. La Juve è casa, se mi chiamano, ci sono"

Alessio Eremita
David Trezeguet
David Trezeguet / Emilio Andreoli/GettyImages
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David Trezeguet ha confidato a La Gazzetta dello Sport le proprie sensazioni sul terremoto scatenatosi in casa Juventus: "Le dimissioni del presidente Andrea Agnelli e di Pavel Nedved mi hanno colpito, è stata una notizia arrivata da un giorno all'altro. Mi pare si tratti di una questione soprattutto burocratica, amministrativa. Ci saranno dei cambiamenti, ma Andrea Agnelli ha fatto un lavoro straordinario: lo stadio, il centro sportivo, la seconda squadra… È stato un esempio. Ora John Elkann dovrà capire come gestire la situazione e bisognerà dargli tempo. Anche nel 2006 fu un cambio rapido. Io decisi di rimanere perché sentivo il bisogno di restare. È stato molto naturale, vedendo il club in difficoltà". 

David Trezeguet
David Trezeguet / Stefano S. Guidi/GettyImages

L'ex attaccante francese ha proseguito: "Alla Juve ho vissuto dieci anni da calciatore e sette in società. Ho fatto il corso da direttore sportivo in Spagna per conoscere un’altra tipologia di calcio. Nel 2021 ho scelto di chiudere da ambassador e di rientrare sul lato sportivo, non c'è stata la possibilità di farlo alla Juve ma per me la Juve è sempre casa". Sul futuro: "Per la Juve io ci sono: se mi richiamerà, tornerò. Credo fortemente che gli ex giocatori debbano avere un ruolo importante nei club. Ci sono altre persone che devono decidere ma credo di poter essere utile: ho conosciuto la Juve in campo e alla scrivania. Del Piero, Chiellini, Buffon e Marchisio hanno dato tutti tanto alla Juvee sono adatti a ruoli diversi. Ognuno ha una sua specificità. Il mio modello di club è il Bayern Monaco: idee chiare, un legame col passato dato dagli ex giocatori, un progetto serio". 


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