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Traverso: "I club italiani dovranno lavorare subito per osservare le nuove regole"

Giovanni Benvenuto
Il logo della Uefa
Il logo della Uefa / FABRICE COFFRINI/GettyImages
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Andrea Traverso, Director Financial Sustainability and Research della UEFA, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni durante la conferenza stampa di presentazione della nuova normativa sul Fair-Play Finanziario, illustrata dal presidente Aleksander Ceferin. Ecco le sue parole.

Sui club italiani: "I club italiani avranno da lavorare di più rispetto alle squadre degli altri paesi per rientrare nei paletti delle nuove regole economico-finanziarie dell’UEFA. E lo dovranno fare da subito".

Sulla situazione attuale: "La pandemia ha dato un colpo durissimo al calcio e in particolare a chi aveva difficoltà prima. I contratti coi calciatori bloccano i costi per un periodo di 2/5 anni, - riporta Calciomercato.com - è un bene che quando entreranno in trattazioni con calciatori lo faranno in questa ottica.“Quante squadre violerebbero oggi le norme? Prima della pandemia, a livello europeo la media legata al rapporto costi-ricavi era sotto il tetto del 70%, intorno a 67%. Significa che la maggioranza del club erano perfettamente all’interno, ma questo avveniva prima della pandemia, se guardiamo i dati legati alla stagione 2020/21 la situazione è senza dubbio peggiorata. Rispetto al passato le regole sono sicuramente più stringenti e complesse: oltre alla norma del pareggio bilancio, che è stata corretta e che non si focalizza solo sul conto economico ma pone un accento sullo stato patrimoniale e sul livello di indebitamento dei club,si aggiunge anche la denominata “squad cost rule” sui costi di gestione della squadra. Le due regole combinate insieme sono particolarmente impegnative nel senso che i club dovranno senza ombra di dubbio correggere e adeguare la propria strategia in modo tale da rispettare queste norme nel periodo di 3 anni".

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Il Logo della Uefa / FABRICE COFFRINI/GettyImages

Sulla nuova regola: "Prima c’era la break-even rule, ora c’è la regola sui ‘football earnings’, che è più flessibile visto che passiamo da una perdita accettabile di 30 milioni nel triennio a 60 milioni, con la differenza fondamentale che ora chiediamo a tutti i club di coprire la perdita con equity. Un club ricco che spende oltre i limiti nei primi anni di implementazione graduale riceverà solo sanzioni finanziarie, ma poi entreranno in vigore anche quelle sportive: si va dal divieto di utilizzare un singolo giocatore nelle coppe alla limitazioni nelle liste, fino alle penalizzazioni in punti e all’esclusione. Non è ancora stata approvata, invece, la sanzione legata alla possibile retrocessione tra le varie competizioni, ne stiamo ancora discutendo".

Sui top club e le sanzioni: "I top club potranno fare quello che vogliono? Non sono d’accordo, i deterrenti ci sono e da un certo punto in poi riceveranno sanzioni talmente forti che credo desisteranno dal cercare di superare i limiti. L’obiettivo vogliamo sia la sostenibilità del sistema, non l’equilibrio competitivo e per questo abbiamo cambiato anche nome: il nome Fair Play Finanziario poteva dare l’impressione che l’obiettivo fosse l’equilibrio competitivo, ma con sole regole finanziarie è impossibile da raggiungere, servono altre misure. Nei prossimi anni ragioneremo anche sull’equilibrio competitivo, ma è un tema davvero complesso".


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