Torino

La trasformazione granata e la cura Juric

Lorenzo Mariantoni
Ivan Juric, Torino FC
Ivan Juric, Torino FC / Nicolò Campo/GettyImages
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Tenere la società sul filo del rasoio, sul pezzo, senza possibilità di distrazioni. Un aspetto fondamentale nel calcio di oggi, un pilastro fondante nella mentalità calcistica di Juric.

Come Juric ha cambiato il Toro e Torino

Nato a Spalato il 25 agosto 1975 Ivan Juric è un allenatore e un ex centrocampista. Ligabue cantò una vita da mediano e queste note si sposano perfettamente con quello che era Juric in mezzo al campo; un mediano che sapeva recuperare non solo i palloni ma anche smistarli in mezzo al campo. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo Ivan ha iniziato la sua seconda carriera quella di allenatore.

Allievo di Gasperini, che lo ha allenato nel suo Genoa delle meraviglie, l'allenatore jugoslavo si porta dietro tanti dettami tecnico tattici del suo mentore. Andando in ordine potremmo dire che il calcio e la panchina ha generato un allenatore che fa della concentrazione e del pressing asfissiante i suoi mantra.

L’arrivo di Juric alla guida dei granata preparata per impostare una stagione sulla difesa a 3 sembra una scelta saggia, ma l’ex allenatore del Verona predilige uno stile collettivo, ambizioso, ben lontano dalla sottomissione che ha caratterizzato la maggior parte delle partite del Torino degli ultimi anni. Nelle ultime stagioni la squadra granata è sembrata un agglomerato di potenziale mai veramente portato alla luce.

Anche in questo lasso di tempo e con questa conformazione, il Torino è stata però una squadra divisa, in cui alcuni compiti in campo venivano assegnati a determinati giocatori (o gruppi). Non c’è mai stata, insomma, una grande fluidità, non solo dal punto di vista dei momenti della partita ma soprattutto unità d'intenti all'interno dei 90'.

Juric, pur partendo da presupposti di aggressività e tenacia pilastri di campagne fallimentari precedenti, ha delle ambizioni chiare riguardo al posizionamento in campo e alla partecipazione complessiva di tutti i giocatori di movimento in ogni situazione.

Lo stile Juriciano non è solo fatto di aggressività portata dalla metà in campo in su ma è sopra ogni cosa una mentalità che non permette alcuna evasione da parte dei suoi calciatori. Quando si è distribuiti in campo si pensa solamente al bene del Torino.

La testa dei calciatori fa la differenza e l'allenatore, in queste prime otto uscite, lo sta ampiamente dimostrando. Anche il cuore granata sembra aver ripreso a pompare sangue in maniera prepotente e costante.

La stagione è ancora lunga, ma l'Olimpico di Torino sarà un fortino difficile da assaltare

Tutte le squadre di Serie A si battaglieranno per raggiungere un posizionamento importante oppure per raggiungere la salvezza più serena di sempre. E il Torino? Quali sono le sue ambizioni? Le velleità granata sarebbero da Europa perché la squadra c'è ed ha un organico con calciatori funzionali al progetto. E l'allenatore? L'allenatore è ampiamente a fuoco con l'esperienza torinese e sembra aver sposato in pieno quelle che sono le responsabilità derivate da una panchina così particolare.

Particolare perché sappiamo tutti che il presidente Cairo non è un cliente facile per nessuno e infatti durante l'estate l'allenatore ha espresso le sue perplessità riguardanti il mercato. Aspetto, quest'ultimo, sistemato durante il mese di agosto, ultimo mese utile al mercato estivo, che ha restituito al cospetto di Juric calciatori come Pjaca, Brekalo e Praet (tornato in Italia dopo l'esperienza al Leicester).

La squadra e gli uomini utili alla causa sicuramente non mancano. Malgrado ciò la partenza dei ragazzi allenati da Juric non è stata memorabile perché nelle prime otto giornate di campionato i punti raccolti sono appunto otto. Questo è un aspetto da prendere con le pinze, perché nelle quattro sconfitte presenti nelle statistiche torinesi risultano squadre come l'Atalanta, Fiorentina, Juventus e Napoli. Il dato affascinante è che la squadra di Juric perde sempre con un gol di scarto.

Prendiamo come esempio le ultime due sconfitte, quella nel derby contro la Juventus e l'ultima nella trasferta napoletana. In entrambi i casi le squadre allenate da Allegri e Spalletti si sono aggiudicate il match negli ultimi 10'. È vero, le partite si possono perdere però se si pensa al Torino degli ultimi anni in pochi avrebbero immaginato che sarebbe riuscito a dare così tanto filo da torcere alle squadre di vertice.

Juric ha una squadra di calciatori con delle qualità inespresse altissime, ieri Brekalo ha mandato ai pazzi gli esterni partenopei, passando per Zaza fino ad arrivare a Verdi che se in condizione può sempre dire la sua.

Sicuramente è presto per dire se il condottiero Ivan riuscirà a portare la sua compagine a dare battaglia in Europa però una cosa è certa; quest'anno quando la nostra squadra del cuore andrà in trasferta dalle parti dell'Olimpico di Torino non siate così certi che i tre punti saranno assicurati.


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