Roma

Totti: "Amo la Roma, ma ho sognato anche Real Madrid e Milan"

Omar Abo Arab
Francesco Totti
Francesco Totti / Giampiero Sposito/GettyImages
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L'ex capitano e bandiera della Roma, Francesco Totti, è tornato a parlare di calcio rilasciando una lunga intervista agli inglesi del The Guardian, in cui ha parlato del suo rapporto con la città, degli inizi della carriera e del suo lavoro attuale da talent scout.

Francesco Totti, Ilary Blasi
Francesco Totti e la moglie Ilary Blasi / Emanuele Perrone/GettyImages

"Stare seduto qui a pensare ai rimpianti, avrei potuto fare questo, avrei potuto fare quello, non è da me - le parole di Totti riportate dal Corriere dello Sport - ho fatto il massimo che ho potuto e ho preso tutto quello che c'era da prendere. La città dove nasci è sempre la più bella, è naturale per tutti. Però Roma per me è davvero la città più bella del mondo". Sugli inizi della sua carriera: "Ho iniziato a giocare in tempi diversi, in un calcio diverso, fatto di passione e di affetto verso i tifosi. Giocare nella squadra che ho sempre tifato? E' stato più facile per me fare questa scelta. Venticinque anni nella stessa squadra non sono di poco conto: diventare capitano, diventare uno dei più importanti giocatori, devi essere sempre all'altezza. Fare un paragone tra i miei tempi e quelli di oggi è difficile. Oggi c'è più business. Vai dove puoi fare più soldi".

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Totti il giorno dell'addio al calcio / Anadolu Agency/GettyImages

Poi la rivelazione: "Il Milan è stato l'unico club in cui ho fantasticato di giocare. Ma le decisioni sono sempre state prese da me, con la mia stessa testa. Anche se la tua famiglia poi ti dà dei consigli. Ma alla fine ero così giovane, sapevo di avere tempo. Certo che ho pensato alla proposta del Real Madrid. Ci sono stati dei giorni in cui ero con una scarpa in Spagna e con l'altra a Roma, lo ammetto. Poi, come spesso ho detto, la scelta di rimanere a casa è stata fatta col cuore. In quei momenti, quando ti senti così, non puoi andare via. Il Real Madrid è l'altro club in cui avrei potuto giocare, un'esperienza in un altro paese sarebbe potuto essere qualcosa di bello per me e per la mia famiglia. Ma quando fai una scelta con il cuore non è mai quella sbagliata. C'è un destino scritto per ognuno ma devi uscire fuori e rivendicarlo".

E ancora: "Il Mondiale è la massima vetta per ogni calciatore, ma io credo che questo valga per quei calciatori che ogni anno vincono, tipo quelli della Juventus, piuttosto che per quelli che vincono poco o niente. Per me la cosa più bella vinta in carriera è stata lo scudetto del 2001". Sul suo ritiro dal calcio del 2017: "Non vorresti mai fermarti. Onestamente non l'ho presa bene all'inizio, ma lentamente ho ragionato che forse, in fondo, era la cosa giusta". La chiosa di Totti è sulla sua attività da talent scout: "Il mio principale obiettivo adesso è quello di trovare giocatori talentuosi e promettenti. Ci proverò con tutto quello che ho per fare bene".


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