Roma

Torreira è l'uomo giusto per la Roma di Mou?

Andrea Gigante
Lucas Torreira
Lucas Torreira / Gabriele Maltinti/GettyImages
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Quando è tornato in Italia per allenare la Roma, José Mourinho deve aver sottoscritto una buona offerta telefonica, visto che non fa altre che chiamare questo o quel giocatore per convincerlo a trasferirsi nella Capitale.

Spesso si tratta di notizie create ad hoc dai giornali locali, che ritengono che l'aura sacra dello Special One sia talmente influente da convincere Cristiano Ronaldo a vestirsi di giallorosso solo con una telefonata. Stavolta però è tutto vero: Mourinho ha effettivamente chiamato un giocatore per chiedergli di unirsi a lui.

A confermarlo è stato proprio Lucas Torreira che, al termine di una stagione esaltante, non è stato riscattato dalla Fiorentina (una scelta quella della società viola che ha destato più di qualche polemica) e ha fatto ritorno all'Arsenal, club proprietario del cartellino. A Londra l'uruguaiano non potrà disfare le valigie, perché Mikel Arteta lo considera a tutti gli effetti un esubero e ha dato mandato alla dirigenza di trovargli una nuova sistemazione.

Lucas Torreira
Lucas Torreira / Marco Canoniero/GettyImages

Nell'apprendere la notizia, Mourinho non ha esitato nell'alzare la cornetta, comporre il suo numero telefonico e chiamarlo in prima persona. Sicuramente il portoghese gli avrà spiegato come un giocatore con le sue caratteristiche si sposerebbe alla perfezione con i suoi schemi tattici e avrà provato a lusingarlo dicendogli che la sua garra farebbe proprio comodo alla Roma.

Non è chiaro se nel suo secondo anno di mandato in giallorosso JM proverà a riproporre il 4-2-3-1. Forse continuerà a puntare sul sicuro, ossia su quel 3-4-1-2 che gli ha garantito un maggior equilibrio in fase difensiva e più imprevedibilità in attacco.

Poco importa, perché Lucas Torreira si ritaglierebbe un ruolo da protagonista in entrambi i sistemi. L'uruguaiano può infatti garantire qualità nel palleggio sul breve, inserimenti offensivi e tanta corsa: qualità che gioverebbero a qualsiasi squadra.

Probabilmente renderebbe meglio nel 3-4-1-2, dato che gli permetterebbe maggior margine di movimento e, di conseguenza, maggior presenza in zona gol. Tuttavia, anche in modulo con due mediani che devono rimanere arretrati per mantenere tre trequartisti e una punta, Torreira può sentirsi a suo agio.

Il vantaggio maggiore risiede però nel temperamento del classe '96, cioè di un giocatore che mette tutto se stesso in ogni partita, tanto da rimetterci pure qualche dente. Centrocampisti con questa garra sono il sogno di un allenatore e Mourinho non vede l'ora di schierare l'uno affianco all'altro il gigante Matic e il piccoletto Torreira.


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