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Tonali: "Sogno una Champions col Milan. Rinnovo? Sarebbe bello diventare bandiera"

Youssef Fadili
Sandro Tonali of AC Milan celebrates the victory at the end...
Sandro Tonali of AC Milan celebrates the victory at the end... / Nicolò Campo/GettyImages
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Simbolo di un Milan giovane e vittorioso, in festa per la vittoria dello scudetto all'ultima giornata contro il Sassuolo, Sandro Tonali si racconta ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Il centrocampista italiano ripercorre tra emozioni, compagni e risultati il percorso vissuto dai Diavoli in Serie A, allungando anche il proprio sguardo verso un futuro ancora a tinte rossonere.

ANNO DI PREPARAZIONE - "L’anno scorso ci è servito per studiarci, conoscerci meglio, diventare quelli di oggi. Pierre Kalulu è stata la rivelazione ma poi penso a Fikayo Tomori e Mike Maignan, venivano da altri campionati e sono stati subito decisivi. Se cercate Mike possibile che lo troviate a Milanello anche ora: ha una voglia matta di migliorarsi. Se io arrivavo un’ora e mezzo prima per fare terapie, lui era già lì. La prima volta che l’ho visto ho pensato: 'Questo è enorme".

FAVOLA MILAN - "Quando vinci cambia tutto, se possibile l’attaccamento alla maglia aumenta. Ero bambino in strada a Sant’Angelo Lodigiano, paese milanista, per la festa da tifoso. A Reggio Emilia è stato pazzesco, ma ho realizzato quanto abbiamo fatto solo una volta tornati a Casa Milan: ho letto l’emozione negli occhi della gente intorno a noi, allucinante. Mi sono detto: non prenderò il telefono in mano per video o foto, questi momenti devo viverli e tenerli sempre con me”.

FATTORE VINCENTE - "La fame. C’erano avversarie più forti sulla carta, come l’Inter, ma nessuno aveva più voglia di noi. Ci abbiamo messo passione, cuore, emozione, valori. Così puoi arrivare ovunque: noi lo abbiamo dimostrato".

Olivier Giroud
FC Internazionale v AC Milan - Serie A / Marco Luzzani/GettyImages

MOMENTO CHIAVE - "Il derby di ritorno. Contro l’Inter ce la giochiamo alla pari ormai da anni ma in quel caso, sotto di un gol, ci ha costretto a fare una scelta. Potevamo pensare che ormai fosse finita oppure provarci. La doppietta di Olivier Giroud ci ha dato una spinta che poi ha fatto la differenza. Ha caricato noi e tutto l’ambiente".

SU IBRAHIMOVIC - "Zlatan dà sicurezza, basta che ci sia. Vederlo seguire la partita in piedi in panchina, vale più di mille gesti. Lui decide per sé e per noi, potrebbe starsene nel suo e invece è un campione che pensa prima agli altri: ci ha preso per mano come figli. Spero continui: alza il livello, è determinante in campo e fuori".

LEAO - "Rafael Leao, per le partite che ci ha fatto vincere quando eravamo in difficoltà. Ha dato concretezza e punti, al di là delle giocate. Se parte palla al piede sai che arriva, io per primo ne ho approfittato: contro il Verona mi ha messo lui nelle condizioni di segnare due volte. Non ci sono miei meriti se non quello di essermi fatto trovare al posto giusto, il resto è opera sua".

E SU DONNARUMMA - "Mi ha scritto lui. Spero sia felice del nostro successo come io lo sono del suo. È andato a Parigi e ha vinto subito, sapeva che qui c’era un percorso da fare. Mattoncino dopo mattoncino abbiamo costruito la nostra vittoria".

Sandro Tonali
SS Lazio v AC Milan - Serie A / Danilo Di Giovanni/GettyImages

MONTARSI LA TESTA - "Non c’è questo pericolo. La Serie B mi ha fatto bene, prendi calci e pugni a palla lontana. Gli avversari sono martelli, hai due strade: o essere mangiato o essere più forte degli altri per emergere".

IL RITORNO AL MILAN - "Alla fine ricordo la telefonata di Paolo Maldini che mi dice: 'Tranquillo, sei per la seconda volta un nuovo giocatore del Milan'. Lì ho messo il punto e sono ripartito. Arrivava dopo settimane di trattative, non un giorno o due: ringrazio i miei agenti (Giuseppe Riso e Marianna Mecacci, ndr.) per aver fatto tutto il possibile per realizzare il mio desiderio, per me hanno fatto davvero tantissimo. E grazie anche a Massimo Cellino per essere stato di parola: ha detto che voleva solo la mia felicità, e la mia felicità era qui".

PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA - "Il gol alla Lazio, per il momento in cui è arrivato è stato il più pesante della stagione. Un altro gol arrivato da dentro l’area piccola, devo aggiungerne altri da fuori. E migliorare nella scelta dei tempi sui contrasti, troppe volte mi espongo al rischio ammonizione. Migliorerò, mi ispiro a Thiago Alcantara. Rivedo ogni mia partita, tranne l’ultima: avrò tempo per farlo".

Sandro Tonali, Davide Calabria, Olivier Giroud
US Sassuolo v AC Milan - Serie A / Jonathan Moscrop/GettyImages

PROSSIMO SOGNO - "A Santa Lucia ho già chiesto troppo, ma sognare non costa nulla e allora in futuro vorrei provare a vincere la Champions League con questa maglia. Sarebbe indescrivibile".

FUTURO ROSSONERO? - "Ridurmi lo stipendio per il Milan era stato il mio ultimo pensiero, come lo sarà il rinnovo. Perché è certo che io voglio stare qui, contratto dopo contratto. Sarebbe bello diventare una bandiera, ma non guardo così tanto oltre per scaramanzia. Sono così legato a questi colori da sapere che il mio prolungamento non sarà mai un problema, giusto che la società pensi prima ai compagni in scadenza che a me: ho già un accordo per altri quattro anni. Voglio essere l’ultimo dei pensieri".

SULLA PATENTE PRESA IERI... - "Esaminatore interista ma io sono stato perfetto: avevo dormito dalle sei a mezzogiorno di ieri mattina, domenica ho evitato di bere troppo …".

... ED IL TATUAGGIO CELEBRATIVO - "Non so cosa, ma lo farò presto. Ho il braccio sinistro libero. E spero in futuro di riempirlo"


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