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Timothy Weah: "Parlo spesso del Milan, ambisco da sempre alla Serie A"

Timoty Weah
Timoty Weah / Soccrates Images/GettyImages
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Ci sono nomi che non possono suonare come tutti gli altri, alle orecchie dei tifosi del Milan, ed è naturale che chiamarsi Weah eserciti un fascino immediato presso chi segue i rossoneri: si parla nello specifico di un figlio d'arte, di Timothy Weah appunto, e di un legame col Milan che potrebbe un giorno anche avere i connotati del mercato.

Weah, in forza al Lille, ha parlato a Sportweek soffermandosi anche sulla possibilità di seguire il tragitto del leggendario padre George. Queste le sue parole:

Sulle ambizioni: "Sono ambizioso di natura e ogni stagione la affronto con l’idea di fare qualcosa di grande. Per mentalità penso solo a vincere, ad arrivare per primo. In più lo scorso anno avevamo la squadra giusta per fare qualcosa di incredibile".

Tim Weah
Weah con gli USA / John Todd/ISI Photos/GettyImages

Obiettivi personali: "Il mio obiettivo è diventare uno dei più grandi attaccanti al mondo, come Lukaku, Cavani: voglio segnare tanto, fare assist, sfruttando la mia velocità. Posso giocare su tutto il fronte d’attacco, anche se ho una preferenza per un ruolo da punta".

Sul Milan e la Serie A: "Da bambino c’era l’idea che andassi a giocare nelle giovanili del Milan. Le cose dopo sono andate diversamente, però magari al Milan arriverò lo stesso. Quello italiano è un campionato appassionante, con molte squadre che possono lottare per lo scudetto: Milan, Inter, Juve, Roma. Magari non è più al top come la Premier League ma la A lo è stata a suo tempo, come quando c’era il grande Milan di mio padre. Si, mi piacerebbe giocarci. Al Milan? Naturalmente sono focalizzato sul Lille, ma è sempre stata una mia ambizione giocare un giorno in un grande campionato come la Serie A e in particolare in un grande club come il Milan, che in fondo fa un po’ parte della storia della mia famiglia".

AC Milan v Piacenza George Weah of AC Milan
George Weah in rossonero / Getty Images/GettyImages

Su Maignan e Tomori: "Con Mike Maignan parlo spesso di Milan. Mi dice che si trova benissimo con i tifosi e che la città è fantastica. Ma mi sento anche con Rafael Leao, Fikayo Tomori, tutti miei amici. Il Milan è una bella squadra. Di Serie A parlo anche con Weston McKennie che si sta gode ndo questo periodo alla Juve. Come con Moise Kean, un altro pazzerello, che incrocio sui campi da quando avevamo 13 anni".


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