Superlega 2.0, i club ci riprovano: i dettagli del possibile nuovo format

Stefano Bertocchi
Florentino Perez
Florentino Perez / GABRIEL BOUYS/Getty Images
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Real Madrid, Barcellona e Juventus ci provano ancora per la Superlega. Secondo le indiscrezioni del settimanale tedesco Der Spiegel, i consulenti dell'agenzia Flint sarebbero stati ingaggiati dalla società dai tre club ancora dentro il progetto per metterci mano e convincere i tifosi della necessità di questa rivoluzione calcistica. In cambio ai consulenti verrà pagato un compenso da 55mila euro al mese, spese escluse.

Andrea Agnelli, Joan Laporta
Joaon Laporta e Andrea Agnelli / Quality Sport Images/Getty Images

Flint vuole far partire la sua missione dal cambiare l'idea originaria della Superlega: stop alla formula a inviti, con la soluzione alternativa che corrisponderebbe alle promozioni e alle retrocessioni da e per la Superlega. Si parla di un possibile torneo diviso in due parti: una Super League 1 e una Super League 2. Le promozioni e le retrocessioni di fatto sarebbero due, lasciando il posto ad una terza società che, ogni anno, entrerebbe con una wild card.

GLI SCENARI POSSIBILI - Il primo prevede due categorie di Superlega a cui accedere tramite una competizione UE (come la Conference League). Dalla Superlega 1 alla Superlega 2 retrocederebbero tre squadre mentre ne verrebbero promosse due così da lasciare spazio a un terzo club a cui concedere una wild card. Il secondo: mantenendo la formula, alla Superlega 2 si accederebbe qualificandosi dai campionati nazionali. Il terzo: alla Superlega 1 accederebbero 18 club dai campionati nazionali, più due promosse dalla Superlega 2. Per accedere alla Superlega 1, oltre alle posizioni in classifica, verrebbe preso in considerazione anche il calcolo dei risultati degli ultimi cinque anni.


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