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Suning lascia l'Inter a causa del Governo cinese? Cosa filtra dal club nerazzurro

Alessio Eremita
Steven Zhang
Steven Zhang / Marco Canoniero/GettyImages
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La direttiva imposta dal Governo cinese, sull'impossibilità per gli alti funzionari di possedere proprietà all'estero, ha scatenato voci all'interno dell'ambiente nerazzurro. Il caso, però, non sembra riguardare né Suning né l'Inter, in quanto il provvedimento potrebbe non comprendere Zhang Jindong e suo figlio Steven, attuale presidente del club. Nessuna ripercussione, dunque, sugli imprenditori cinesi che, nonostante la vicinanza al presidente Xi Jinping, non ricoprono attualmente incarichi ufficiali previsti dalla direttiva.

Steven Zhang, Simone Inzaghi
Steven Zhang, Simone Inzaghi / Nicolò Campo/GettyImages

Ecco quanto riportato oggi dal Corriere dello Sport: "L’Inter ha ridimensionato l’impatto della notizia riportata dal Wall Street Journal in merito a una direttiva interna del Partito Comunista Cinese che impone il divieto a funzionari e ai loro parenti più stretti di avere proprietà all’estero". Il quotidiano prosegue poi entrando nel merito: "Il dubbio era che possa essere coinvolta anche l’Inter, tramite Jindong Zhang. Ma da viale Liberazione viene fatto notare, innanzitutto, che il provvedimento, conseguenza delle tensioni tra Pechino e gli Usa, risale a marzo e che, nel caso, avrebbe dovuto avere il suo impatto su Suning. Peraltro, oltre a non essere confermato se Zhang jr. abbia ancora incarichi nel partito e di che tipo, non è chiaro nemmeno se la direttiva sia retroattiva".


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