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La storia di José Mourinho con la tifoseria della Juventus

Andrea Gigante
Mourinho all'Allianz Stadium
Mourinho all'Allianz Stadium / ISABELLA BONOTTO/GettyImages
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Juventus-Roma di domenica sera non è un big match come gli altri, ma ci darà anche l'occasione di rivedere José Mourinho all'Allianz Stadium e siamo curiosi di sapere come verrà accolto. Infatti, il rapporto tra lo Special One e la tifoseria bianconera non è mai stato idilliaco. Il motivo risiede nelle dichiarazioni rilasciate proprio dal tecnico giallorosso nel corso degli anni.

Una storia, quella tra l'allenatore portoghese e gli juventini, piena di polemiche, provocazioni e frecciatine. Tutto inizia il 21 novembre del 2008, agli albori della sua esperienza interista: nella conferenza di rito alla vigilia della prima partita in assoluto contro i bianconeri, Mourinho afferma che: "È solo una partita come le altre", sminuendo quella che è invece una delle sfide più sentite da entrambe le tifoserie.

L'anno seguente, si verifica uno dei momenti più iconici dell'intera carriera di José Mourinho. Sempre in conferenza, allo Special One viene chiesto di commentare un rigore dubbio concesso all'Inter negli ultimi minuti di una partita proprio contro la Roma. Nella famosa intervista degli "zero tituli", c'è spazio anche per una polemica contro la Juventus, favorita secondo Mou da alcuni errori arbitrali:

"A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l'onestà intellettuale. Mi sembra che negli ultimi giorni ci sia una grandissima manipolazione intellettuale, un grande lavoro organizzato per cambiare l'opinione pubblica per un mondo che non è il mio. […] Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con zero titoli. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con zero titoli. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali".

Altro giro, altra corsa: è il 28 gennaio 2010 e l'Inter batte 2-1 la Juventus nei quarti di Coppa Italia. Nonostante la vittoria, José Mourinho recrimina per un rigore non concesso ai nerazzurri per un tocco di mano di Felipe Melo:

"Una vergogna, è il calcio che chiede quel rigore, non l'Inter. Il guardalinee era lì a pochi metri, incredibile. Al 45' si è giocato a pallamano. Anche la Juve si lamenta per un fuorigioco? Bisogna essere onesti. Se protestano e dicono che non concederci il rigore è stato vergognoso, io mi tolgo il cappello. Altrimenti perdono la loro dignità".

Non passano nemmeno pochi giorni e la telenovela Mou vs Juve si arricchisce di un altro episodio. Stavolta però, la squadra bianconera non viene citata espressamente, ma l'allusione non lascia alcuno spazio all'immaginazione:

"Non capisco perché per quello che succede nel calcio italiano dobbiamo tutti fare come quell’animale di cui non so dire il nome in italiano [lo struzzo, ndr], che mette la testa là [sotto la sabbia, ndr]. O c’è coerenza o non c’è coerenza. Però di aree di 25 metri ce n'è solo una in Italia…".

Il 16 aprile, lo splendido gol di Maicon e la rete di Eto'o mettono in ghiaccio lo scudetto, mettendo il primo mattone verso il raggiungimento del triplete interista. Al termine di quell'Inter-Juve, Mourinho si lascia andare in un'esultanza plateale, in cui esce dall'area tecnica per correre in mezzo al prato di San Siro: un chiaro gesto provocatorio verso la tifoseria bianconera.

Dopodiché, lo Special One lascia l'Italia per volare in Spagna prima e in Inghilterra poi. Così, la sua strada si separa da quella della Juventus per diverso tempo. A farli rincontrare sono i sorteggi di Champions League del 2018: l'urna di Nyon mette nello stesso girone i bianconeri e il Manchester United, allenato proprio da Mourinho.

Sia il match d'andata sia quello di ritorno sono palcoscenico di altri due momenti iconici. La prima partita si tiene all'Old Trafford e vede la squadra di Allegri passare in vantaggio grazie a un gol di Dybala. I tifosi della Vecchia Signora non sembrano aver seppellito il passato e ricoprono Mou di fischi e insulti per tutti i 90 minuti. Al che, il tecnico dei Red Devils alza il braccio e con le dita indica il numero 3, ricordando agli avversari il triplete fatto con l'Inter.

A Torino, lo United riesce a riscattare la sconfitta dell'andata, ribaltando l'iniziale vantaggio di Cristiano Ronaldo e tornando così in Inghilterra con i 3 punti. Prima di tornare negli spogliatoi, Mourinho si reca al centro del campo e si mette la mano all'orecchio aizzando la tifoseria bianconera a fischiarlo ancora di più.

La gara del 7 novembre 2018 è di fatto l'ultimo confronto tra la Juventus e José Mourinho. Domenica, lo Special One si presenterà nuovamente all'Allianz Stadium e siamo già curiosi di vedere cosa tirerà fuori dal cilindro questa volta.


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