Roma

Stadio Roma, le prime indiscrezioni sulla capienza: sarà la volta buona?

Youssef Fadili
Dan Friedkin vuole festeggiare la vittoria della Conference con lo stadio nuovo
Dan Friedkin vuole festeggiare la vittoria della Conference con lo stadio nuovo / Silvia Lore/GettyImages
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Questa volta sembra veramente tutto andare per il verso giusto. Si sblocca definitivamente la vicenda "nuovo stadio" in casa Roma, a riferirlo è il Ceo incaricato dalla famiglia Friedkin Pietro Berardi. Secondo quanto appreso dalle sue parole, la società giallorossa ed il Comune romano avrebbero finalmente individuato il luogo in cui far sorgere la casa della Lupa, passando così alla fase successiva della programmazione e ponendo come obiettivo da raggiungere la presentazione ufficiale del nuovo impianto entro il 2026.

A confermare gli sviluppi sulla vicenda stadio ci ha pensato, nella giornata di ieri, anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, presente a Parigi per il gemellaggio tra le capitali: "La nostra politica è stata “prima i fatti, poi gli annunci”. Ora possiamo svelare che questa fase istruttoria ha verificato che in quell’area, scelta dalla As Roma, è possibile costruire uno stadio. Adesso aspettiamo che la Roma presenti il suo progetto, che noi valuteremo".

Ci sarà ovviamente un iter rigoroso da seguire nei prossimi mesi, dalla consegna del progetto compiuto entro il mese di ottobre presso gli uffici del Comune alla concessione dei vari permessi necessari per l'attivazione dei lavori (analisi di eventuali irregolarità del dossier, delibera del Consiglio sul pubblico interesse, Conferenza dei servizi della regione, convenzione urbanistica che servirà a sancire l’accordo tra parte privata e pubblica). Passi obbligatori per la buona riuscita dei lavori, ma che lasciano presagire una strada spianata verso la realizzazione dell'impianto.

La sede scelta per il nuovo stadio è la zona di Pietralata, sui “prata lata” (vecchia denominazione latina dei Grandi Prati della zona), che si trova nella parte est - a confine con quella Nord - di Roma. Secondo quanto emerso da alcune indiscrezioni, i Friedkin avrebbero preferito altre zone in partenza. Tuttavia, la presenza di infrastrutture ben servite - tra stazione Tiburtina e metro B, non lontana dal centro ma neppure dal Raccordo Anulare - ed il desiderio del Comune di riqualificare la zona avrebbero convinto le alte cariche della società giallorossa, nonché il sindaco Gualtieri: "l profilo e il perimetro dell’area sono adatti a uno stadio, non ad altre tipologie di edificazione".

C'è, però, ancora un problema da risolvere, legato alla proprietà della zona in cui lavorare. Negli anni '60 la superficie in esame era stata espropriata per consentire la realizzazione del Sistema direzionale orientale (Sdo) - una sorta di città dei ministeri. Per iniziare a lavorare in quella zona, dunque, sarebbe necessario un esproprio dei terreni, possibile per legge solo se effettuato per una finalità specifica. In caso contrario, infatti, il rischio è che il proprietario precedente possa richiedere indietro i terreni sottratti, una circostanza che potrebbe porre un freno allo sviluppo dei lavori. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, gli esperti avrebbero valutato di poter difendere il progetto anche davanti ad un'ipotetica causa, poiché sarebbe scaduto il termine di 10 anni entro il quale il proprietario avrebbe dovuto chiedere la restituzione dell’area.

In merito alla design dello stadio, invece, poco si può al momento svelare, in quanto l’architetto verrà selezionato successivamente attraverso un bando
Ci sono, però, due certezze: la prima è la capienza dell'impianto, che non dovrebbe essere inferiore ai 65.000 posti; la seconda prevede l'assenza di complessi immobiliari nelle prossimità dello stadio (come ipotizzato inizialmente per la zona di Tor di Valle). I Friedkin, quindi, si impegneranno nella costruzione della nuova struttura e delle attività commerciali ad essa connesse, nulla di più.


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