Roma

Questione stadio: in aiuto dei Friedkin e della Roma c'è... l'Olimpico

Omar Abo Arab
Una vista dell'Olimpico
Una vista dell'Olimpico / Paolo Bruno/Getty Images
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Che una squadra che ambisce a grandi risultati abbia assolutamente bisogno degli introiti che solo uno stadio di proprietà può garantire è cosa nota, soprattutto in casa Roma. Tanto che nel 2014 l'allora presidente del club, l'americano James Pallotta, presentò il progetto del nuovo stadio giallorosso a Tor di Valle insieme al Sindaco dell'epoca (del Partito Democratico) Ignazio Marino. Un iter amministrativo che grazie alla Legge sugli stadi sembrava destinato ad una felice conclusione, ma che è poi tramontato grazie all'arrivo sullo scranno del Campidoglio di Virginia Raggi e del Movimento 5 Stelle.

Dan Friedkin, Ryan Friedkin
Ryan e Dan Friedkin / Paolo Bruno/Getty Images

Tanto che poi, con un cambio di proprietà vissuto dalla Roma quasi un anno fa con l'arrivo di Dan Friedkin, ha rinunciato anche il club giallorosso e nei prossimi giorni verrà revocato il pubblico interesse dell'area di Tor di Valle. Ma anche la "nuova" proprietà non è rimasta insensibile al tema stadio, ammettendo come l'interesse verta solo sull'impianto piuttosto che sulle opere accessorie. Individuare un'altra area per costruire il nuovo stadio però, oltre ad essere dispendioso è anche faticoso.

E allora ecco che per la Roma, secondo La Gazzetta dello Sport, si sta facendo strada una nuova ipotesi: quella di "acquistare" lo stadio Olimpico, ovviamente ristrutturandolo (e soprattutto togliendo la pista di atletica). L'attuale impianto capitolino, infatti, rispetterebbe alcuni dei requisiti imposti dai Friedkin: su tutti uno stadio nel cuore della città.


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