Serie A

Passo indietro sugli stadi: la capienza torna al 50%. Obbligo vaccinale in Serie A?

Stefano Bertocchi
Uno scatto di Inter-Torino
Uno scatto di Inter-Torino / Nicolò Campo/GettyImages
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La nuova circolazione del virus con la variante Omicron ha portato il Governo ad una nuova stretta anche sulla capienza del pubblico negli stadi di Serie A. Il massimo livello di riempimento degli impianti torna a essere quello di metà degli spalti, il 50 per cento con la soluzione a scacchiera in vigore prima dell’estensione al 75 per cento attuata nelle ultime settimane. Passo indietro rispetto al recente passato anche per gli impianti sportivi al chiuso, che potranno arrivare al 35 per cento.

È la soluzione adottata dal Consiglio dei ministri dopo una discussione in cui è stata varata anche la possibilità di una riduzione (caldeggiata da una parte degli scienziati) che avrebbe permesso un massimo di appena 5000 spettatori in uno stadio. Negli impianti si entrerà solo con il green pass rafforzato, come già previsto dalle norme attualmente in vigore. "Quindi per poter andare allo stadio sarà necessario essere stati vaccinati (il green pass scatta dopo 15 giorni dalla prima dose) o guariti dal Covid da meno di sei mesi. I nuovi limiti dovrebbero entrare in vigore già dalla ripresa del campionato di serie A prevista per il 6 gennaio" precisa La Gazzetta dello Sport.

Intanto oggi molte squadre si ritroveranno nei centri sportivi per la ripresa degli allenamenti, con le squadre in ansia per i tamponi ai giocatori. Per scacciare via l'ombra del Covid dal mondo del calcio professionistico si sta pensando all'introduzione dell'obbligo vaccinale anche per i calciatori in Italia.


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