Napoli

Spalletti: "Vittoria importante. Kvara out? Abbiamo altri di cui ci si può fidare"

Giovanni Benvenuto
Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni dopo il successo in trasferta contro l'Atalanta. Ecco quanto affermato ai microfoni di DAZN.

Sulla vittoria: "Era una partita difficile da giocare. Sono stati tre punti importantissimi, come tutti del resto. C'è da essere noi stessi, da andare in campo e da sbagliare meno passaggi come abbiamo fatto nel secondo tempo. L'Atalanta ha fatto una grande partita e la guardiamo spesso come il Liverpool e il Manchester City, perché ha caratteristiche ben visibili. Questo dà la dimensione di aver preso tre punti in un campo così. Ambienti come questo, con i cori che sono arrivati, possono creare difficoltà, ma la squadra è stata tranquilla e ha giocato il suo calcio".

Su Osimhen: "Ha questa vampate di sostanza, forza e velocità, ma ogni tanto deve interpretare le azioni in cui gli arrivano certi palloni dai compagni. Forse era un po' stanco, ma ha fatto quello che doveva fare. Quando hanno messo i quinti più alti, era da solo uomo contro uomo e può fare meglio di quanto ha fatto stasera".

Victor Osimhen
Osimhen / Emilio Andreoli/GettyImages

Sulla difesa: "Per fare un calcio offensivo, si rimane talvolta a metà campo due contro due e loro ci hanno cerato dei problemi. A campo aperto abbiamo fatto recuperi importanti, ma la squadra che vuole giocare a calcio deve accettarlo e deve sapere come comportarsi".

Sulle condizioni di Kvaratskhelia: "Ha questo dolore dietro la schiena, quella botta che ha perso da Arnold, viene da lì. Nei giorni successivi l'abbiamo gestito, è andato tutto abbastanza bene, pensavamo migliorasse, invece ieri è venuto che non riusciva proprio per niente. Anche se per voi è quello che ci porta in giro per il mondo, noi ne abbiamo altri di cui ci si può fidare. Elmas ha fatto qualità e quantità in maniera eccezionale. E quindi abbiamo preferito lasciarlo a casa per non fargli fare una sobbarcata di tensione, il viaggio, poi chiedigli come sta il giorno della partita e poi cosa pensano gli altri giocatori? Non si va da nessuna parte se non abbiamo 20-22 calciatori, per cui il ragionamento va fatto in maniera corretta, il gruppo lo recepisce in base a come lo gestisci, con correttezza".


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