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Napoli, Spalletti: "Difficile affrontare Sarri. Insigne e Ruiz ci sono"

Andrea Gigante
Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Francesco Pecoraro/GettyImages
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Il Napoli torna in campo per affrontare la Lazio nel match valido per la 14ª giornata di Serie A. l'obiettivo dei partenopei è dimenticare la debacle contro lo Spartak Mosca e rilanciarsi in vetta alla classifica.

Poco fa, Luciano Spalletti ha preso parte alla conferenza stampa di rito per introdurre la delicata sfida con i biancocelesti.

Luciano Spalletti, Maurizio Sarri
Sarri e Spalletti / Francesco Pecoraro/GettyImages

Sul turnover di Mosca:
"Va bene ciò che si dice, ma facciamo delle precisazioni. Ho a disposizione una rosa di un certo livello e questo già si è visto a inizio stagione. È chiaro che da queste risposte si darà un’impronta al cammino che vogliamo fare. Noi però non dobbiamo dimostrare niente, dobbiamo solo pensare a lavorare seriamente giorno dopo giorno. Dobbiamo essere superiori a ciò che s’è proposto la volta precedente, senza farci condizionare dalle voci. E’ chiaro che se andiamo lì a Mosca, sapendo bene il contesto, e prendiamo una situazione sfavorevole dopo 30 secondi, il primo che deve riflettere sono io. Bisogna capire ciò che arriva ai singoli calciatori, è più importante a volte un silenzio per ritrovare la strada giusta".

Su Diego Armando Maradona:
"Maradona è sempre nei pensieri dei calciatori, che vorrebbero ripercorrerne la carriera. In ritiro in una cena sono venute fuori anche le canzoni di Diego. In sintesi io dico che non importa capire se è stato un buon esempio o meno, ma è importante il vuoto che ha lasciato, il senso di smarrimento che nel calcio mai si era visto così forte. Ed è riduttivo parlare solo di storia del calcio, ci ho giocato contro e ne ho ammirato la grandezza. Per capire la sua anima va ascoltato quando cantava forse più che visto in campo. E poi sapeva far diventare grandi anche gli altri".

Cosa pensa delle prese in giro da parte dello Spartak Mosca?
"Vedo questa passione nel voler farmi cambiare, ma io non ci tengo e me lo dice anche mia madre. In Russia ci sono stato, ci sono persone vere che hanno un comportamento serio. Ci sono società serie e poi c’è lo Spartak che può fare quello che gli pare. A chi non mi saluta correttamente ad inizio partita dico che le offese si fanno di persona e non sui social. Si fa come si ho fatto io, di persona, ma interessa ad alcuni per dire che sono nervoso o altro, mentre nessuno dice che i giocatori dell’Inter dopo la partita mi hanno abbracciato nonostante si parlasse di confusione nello spogliatoio. Quello non è interessato a nessuno".

Come stanno Insigne e Fabian Ruiz?
"Sono a disposizione, hanno svolto l’intera seduta con i compagni con grande intensità e sono pronti per partire dall’inizio".

Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne / Marco Canoniero/GettyImages

Possibili cambi di modulo?
"Il mio sguardo va sempre al di là e se guardiamo le squadre forti europee sanno adattarsi alle varie fasi di una partita, cambiando anche diverse volte. Già l’utilizzo di uno o un altro lo determina, così come cambia tanto in una fase di costruzione a 3 o a 4. C’è il rovescio della medaglia nello smarrire sicurezze ed è un equilibrio sottile, ma avere più soluzioni porta a più vantaggi".

Come si può sostituire Osimhen?
"È un giocatore unico. Deve solo affinare la tecnica ma poi le altre cose ce l’ha tutte, difficile trovare attaccanti come lui. Mertens tecnicamente e nel posizionamento non sbaglia, ma se deve fare uno strappo di 70 metri o saltare di testa è diverso. Si perdono delle caratteristiche, se ne prendono altre, ma alla fine conta essere al top in campo. Petagna ne ha altre ancora, siamo assortiti bene. Continuiamo a lavorare come facciamo".

Cosa pensa di Maurizio Sarri?
"Difficile affrontarlo, qui l’hanno visto come uno che organizza il gioco collettivo, tenendo la squadra corta, con la sensazione che possa sempre fare male. Loro stanno anche bene per come si sono mostrati in settimana. Sarà una gara di alto livello".

Mertens prima punta?
"Non ha tanti problemi nella confidenza con la porta, è uno di quelli che sa fare il ruolo del falso attaccante. A volte c’è, a volte no, ma sa farsi trovare pronto. Mi sono divertito quando ho avuto un attaccante con caratteristiche diverse. Il centrale difensivo ti dirà sempre che preferisce marcare quello più visibile e grosso e che gli piace meno marcare invece quello piccolino. Poi chiaro che cambiano le caratteristiche: quello grosso quando pressi bene te la controlla e partono tutti, sono situazioni diverse e tutte e due redditizie se le fai funzionare".


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