Napoli

Spalletti: "Scudetto? Ridicolo non crederci. Lo stadio pieno rende supereroi"

Giovanni Benvenuto
Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / SOPA Images/GettyImages
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Luciano Spalletti, tecnico del Napoli, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in conferenza stampa alla vigilia della sfida di campionato contro la Fiorentina. L'allenatore azzurro ha commentato la condizione della squadra e si è soffermato sulle insidie del match coi viola. Ecco quanto emerso:

Sulla pressione: "Noi dobbiamo ragionare sulle nostre possibilità di fare la nostra corsa, su quello che ci aspetta in questo finale di campionato. A questo punto sarebbe ridicolo non ammettere apertamente che siamo noi, Milan, Inter e Juve in lotta per il campionato. Ce lo giochiamo al di là dei risultati degli altri, andiamo per la nostra strada e la gestione dello spogliatoio è facile perché abbiamo capito ormai con che professionisti doc ci confrontiamo. Se siamo qui, nonostante tutto quello che abbiamo passato, è segno che la squadra è seria, vera".

Sull'idea di gioco: "L'idea di calcio che sviluppiamo vogliamo farla costantemente, l'abbiamo fatta anche quando si è perso, voi stesso dicevate che la squadra aveva delle picchiate e si perdeva. Nelle difficoltà ci sono più fuori che in casa, è palese, perciò aver vinto quelle gare lì ha più valore delle sconfitte in casa, quelle sconfitte sono figlie di tentativi di mettere in pratica il calcio che vogliamo fare e qualche episodio girato contro se si vanno a rivedere le partite, siamo riusciti a perdere partite senza subire un tiro in porta. L'ultima in casa è stata buonissima, lo stadio pieno è il pezzetto che ci mancava e domani l'avremo, se durante la gara avremo difficoltà basterà girarsi intorno e diventerà tutto facile sulla reazione. La classifica dice che stiamo facendo bene nel cuore dei napoletani, la cosa più importante della classifica perché loro si intendono di calcio e di comportamenti ed è un premio che ci piace prendere. Lo stadio pieno è un mantello che ti avvolge, può farti diventare un supereroe".

Sulla Fiorentina: "Merito alla società perché la squadra è forte, hanno lavorato bene sul mercato, nella scelta dell'allenatore, poi per le insidie basta ricordare la gara di Coppa Italia dove ne abbiamo presi 5, in casa. Io il tecnico l'ho portato come esempio, anche contro 9 quando chiedevo ai suoi di pressare e fare gol, è il modo corretto per infondere determinazione per diventare una grande squadra e gli va detto bravo. La gara è insidiosa, loro fanno un calcio moderno, ti vengono addosso, gestiscono palla, fanno un calcio veloce, con pressioni alte e avvolgimento di gioco sugli esterni perché attaccano molto lì, partita difficilissima ma sappiamo quello che dobbiamo fare e proveremo a vincerla. In casa però ne abbiamo presi 5 l'ultima...".

Vincenzo Italiano, Luciano Spalletti
Italiano e Spalletti / Francesco Pecoraro/GettyImages

Sullo Scudetto: "La resilienza fa la differenza, mettersi sempre in gioco, ripartire, giorno dopo giorno. Noi dobbiamo tentare di vincere queste 7 partite, poi dipenderà dalle situazioni di gioco, le qualità degli avversari, ma abbiamo chiaro il nostro cammino da qui alla fine, poi è chiaro che ci sono altre squadre ed il risultato della prossima partita dipenderà anche dalla precedente ma sono convinto che i ragazzi daranno tutto. Lo Scudetto si può vincere e non vincere, dobbiamo vivere serenamente, al di là di come andrà è stata e sarà una storia bellissima. Nessuno potrà parlare di fallimento perché la Champions è un obiettivo, i nostri calciatori sanno però cosa vogliono e lo faranno vedere, poi se sarà sufficiente e dipenderà da noi lo vedremo strada facendo ed anche oggi in allenamento il messaggio è stato chiaro".

Su Osimhen: "Sta bene, ad inizio settimana c'è stato questo avvertimento in una partitina ed abbiamo preferito farlo staccare per precauzione. Ci sarà, ha fatto gli ultimi allenamenti andando forte e non sentendo niente. Averlo è importante, ma non averlo ci ha aiutato a capire la qualità dei giocatori con cui abbiamo a che fare, ci ha confermato quanto è forte Mertens, Petagna quando ha giocato, Zanoli che non aveva mai giocato e fa il Di Lorenzo, Lozano e Elmas che entrano dopo e mettono al sicuro il risultato con forza e velocità, Osimhen è importantissimo, non lo spingete troppo... non soffiate sempre, deve stare in un gioco corale e di squadra".

Sul poco spazio per Mertens: "E' colpa mia, il colpevole ce l'ha davanti, lui meriterebbe di giocare tutte le gare, per come si allena, gioca, ragiona, per la sua qualità negli allenamenti. Io sono convinto che ha dato un contributo importante se siamo con questa classifica, ma sono altrettanto convinto che deve ancora dare il meglio da qui alla fine. Su quelli come lui non si rimane delusi, il suo sentimento verso questi colori e questa città.... mi dispiace ma sono contento di avere persone così che mi restituiscono il massimo".

Sul sogno: "Facilissimo da esprimere, ma non si dice, quello degli altri altrettanto facile da capire, lei se fosse nello spogliatoio con noi se ne accorgerebbe".


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