Soulé sull'approdo alla Juve, sul futuro e sulla scelta dell'Argentina

Le dichiarazioni di Soulé, giocatore del Frosinone, a Sportweek.
Soulé
Soulé / Alessandro Sabattini/GettyImages
facebooktwitterreddit

Matias Soulé, giocatore del Frosinone, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sportweek. Il giocatore ha parlato a tutto tondo: dalla sua esperienza con la Juventus fino alla nazionale Argentina, per poi passare per i prossimi obiettivi e svelando anche un particolare sulla scelta della Nazionale da rappresentare. Ecco quanto affermato.

Sul futuro: "Io penso solo al Frosinone. Lo so che sembra banale, ma sono sincero! A Frosinone sto benissimo, la città è fantastica, tranquilla, ideale per me e la mia famiglia. I tifosi invece sono scatenati, per fortuna! Si fanno sentire in casa e in trasferta, mi fanno ricordare gli stadi argentini".

Sulle scommesse: "Per fortuna non ho mai avuto questo vizio e di certo non mi verrà".

Sulla prima chiamata della Juventus: "Come fosse successo stamattina, è stato incredibile. Ero a una grigliata con mio padre e il mio procuratore e mi sono state rivelate le squadre europee che mi volevano. Mi hanno detto: ‘Scegli con calma, prenditi tutto il tempo’. Dopo 10 minuti ho risposto: ‘Scelgo la Juve’".

Sempre sulla Juventus: "Era la sfida più bella e impegnativa, nonostante non fosse il club che mi offriva più soldi. Sapevo che non sarebbe stato facile arrivare in prima squadra in un club tanto grande, ma sono competitivo e ambizioso e punto sempre al massimo".

Matias Soule
Matias Soule / Ivan Romano/GettyImages

Sullo scudetto: "È presto, ma immagino sarà una lotta tra Inter e Juventus. Sono le più forti".

Sulla sua esperienza a Torino: "Ho imparato tantissimo. L’ultimo anno in particolare, quando solo salito in prima squadra, pur non giocando molto ho scoperto cose fondamentali che mi serviranno per sempre. Avevo dei campioni come compagni, ogni allenamento era una lezione di calcio".

Su Angel Di Maria: "Il Fideo è un grande maestro. Siamo molto amici, mi scrive sempre. E prima che iniziassi a segnare mi mandava messaggi come: ‘Quando ti svegli e inizi a fare gol?’. Beh, ha funzionato… Ci siamo sentii anche per commentare la scelta di puntare a giocare con l’Argentina".

Sulla scelta della Nazionale: "Io sono argentino, il mio cuore è argentino e giocare con la mia nazionale per è un sogno. Spalletti mi aveva telefonato, poi è venuto a Frosinone e io mi sono limitato a dirgli che mi sento argentino e che voglio aspettare l’Argentina. Non è scontato che mi chiamino, ma è un’altra di quelle sfide difficili che mi stimolano".

I sogni: "Vincere un Mondiale. E la Champions League. Ve l’ho detto, punto al massimo".