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Soule e il percorso di crescita dei giovani della Juve: come vuole gestirli Allegri

Antonio Parrotto
Matias Soule
Matias Soule / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages
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Matias Soule sta già facendo parlare di sé. Il centrocampista offensivo classe 2003, di proprietà della Juventus, ha una sola panchina in A, contro il Napoli, e 11 presenze in Serie C con la seconda squadra bianconera, l'Under 23.

Ieri un'altra perla. Oggi il viaggio per raggiungere l'Argentina, che ha scelto di convocarlo nella nazionale maggiore. E intanto in casa Juve ci si interroga sulla crescita dei giovani e sul percorso che devono fare.

Matias Soule
Matias Soule / Nicolò Campo/GettyImages

Soule quest'anno avrebbe dovuto giocare in Primavera ma si è deciso di promuoverlo in Under 23, proprio come un altro giovane di belle speranze, Miretti. Il ragionamento di base però è semplice: si migliora solo giocando con continuità. L’idea, scrive La Gazzetta dello Sport, è dunque supportare una crescita costante del giovane, nel rispetto dei tempi di maturazione nella media. La Juve ha scelto di lasciar andare altri giovani talenti come Fagioli e Ranocchia, ora in B.

L'anno prossimo li farà giocare, probabilmente, in Serie A, in prestito, per poi valutare se sono pronti per davvero per la Juve. Mentre Soule potrebbe affrettare i tempi, con Allegri che potrebbe concedergli il debutto in prima squadra entro fine anno. Il percorso descritto da Allegri potrebbe invece concedere presto a Rovella, ora al Genoa, un'opportunità in prima squadra. Bocciate le scelte di Delli Carri e Dragusin, ad esempio (poco impiegati).


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