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Serie A negli USA: gli ostacoli tra logistica e UEFA

Andrea Gigante
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Serie A / Andrea Staccioli/GettyImages
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La Lega Calcio ha ancora in mente di portare la Serie A negli Stati Uniti durante i Mondiali in Qatar. Come è ormai noto, l’amministratore delegato Luigi De Siervo e l’head of competitions Andrea Butti si stanno infatti dando da fare per organizzare negli States un torneo con tutte le 20 squadre del nostro campionato.

A prendere parte alla competizione sarebbero dunque tutti i club, eccezion fatta - naturalmente - per i giocatori impegnati al Mondiale. L'obiettivo - scrive Calcio & Finanza - sarebbe quello di permettere agli altri atleti di tenersi in forma in quelle settimane; inoltre, come ha raccontato qualche giorno fa lo stesso De Siervo a Reuters, l'iniziativa servirebbe a "promuovere il calcio italiano su un mercato strategico".

Luigi De Siervo
Luigi De Siervo / Valerio Pennicino/GettyImages

Per quanto riguarda la struttura del torneo, la manifestazione verrebbe divisa in due fasi: la prima con dei gironi all’italiana, la seconda con l’eliminazione diretta a partire dai quarti di finale. Tuttavia, prima di procedere all'organizzazione della manifestazione, gli organi dirigenti della Serie A devono affrontare due problematiche.

Come scrive La Gazzetta dello Sport, prima di tutto bisognerebbe ricevere il lasciapassare dalle autorità calcistiche internazionale, UEFA su tutte. Dopodiché si dovrebbe lavorare sull'aspetto logistico, visto che spostare circa 1200 persone da un continente all'altro non è roba da poco.

Ma dove si svolgerebbe il torneo? Secondo quanto riportato da C&F, la principale candidata per accogliere la Serie A sarebbe Orlando, in Florida, città che ha già ospitato la bolla dell'NBA. In ogni caso, si deciderà entro aprile.


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