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Scopriamo Japhet Tanganga: cosa aggiungerebbe alla difesa del Milan?

Simone Catanzaro
Japhet Tanganga
Japhet Tanganga / James Williamson - AMA/GettyImages
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Se in l'attacco la parola chiave è qualità, come dimostra la trattativa ad oltranza per De Ketelaere, in difesa quella maggiormente ricercata e utilizzata sembra essere solidità, come testimoniano i soli 2 gol presi nelle ultime 11 apparizioni dello scorso campionato dal Milan con la coppia ormai ben collaudata Tomori-Kalulu. Entrambe, inoltre, fanno rima con duttilità.

Sono queste le indicazioni di mercato che arrivano dagli uffici del quarto piano di Casa Milan, in comune accordo con le richieste di chi guida la panchina rossonera. Japhet Tanganga risponde all'identikit perfetto di quello che cercano i rossoneri: un profilo giovane ma già con la dovuta esperienza, che abbia ancora margini di miglioramento ma che possa essere incisivo già da subito. Un'operazione stile Tomori, per intenderci.


Una carriera negli Spurs

Japhet Tanganga
Tanganga / Robbie Jay Barratt - AMA/GettyImages

Classe '99, nato da una famiglia originaria della Repubblica Democratica del Congo e da sempre appassionato di calcio. Entra molto presto nell’Academy del Tottenham, storicamente una delle più prolifiche d’Inghilterra.

La sua grande e ben sviluppata struttura fisica lo porta ad essere spesso inserito come sotto età in squadre composte da ragazzi più grandi e questo ne accelera la crescita come giocatore, al punto da diventare a 17 anni titolare nella squadra Under 18 e prendere parte in campo internazionale in 4 partite di UEFA Youth League. Oltre a diventare un punto fisso anche delle nazionali giovanili inglesi, dall'Under 16 all'Under 21.

La duttilità, quindi, è sempre stata una delle caratteristiche migliori del giovane difensore.

Lui nasce difensore centrale ma si trova a suo agio anche sulla fascia destra. Infatti l’11 gennaio 2020, a 20 anni, Tanganga fa il suo esordio in Premier League, in una partita non banale: Mourinho lo schiera titolare come terzino destro contro il LIverpool. Gli Spurs usciranno sconfitti per 1-0 da quella gara, ma il calciatore disputerà un ottimo match, al punto da venir confermato come titolare anche nelle partite successive. Alcuni infortuni ne bloccano il processo di crescita e di affermazione in prima squadra, impedendogli di conquistarsi un posto da titolare nella passata stagione, con Espirito Santo prima e Conte poi.

Il Milan per il rilancio

Le doti sicuramente non gli mancano: 184 centimetri di altezza, Tanganga è un difensore, oltre che molto forte e fisicamente "roccioso", anche molto veloce e dotato di buona tecnica. Proprio queste sue caratteristiche hanno spinto i suoi allenatori al Tottenham a schierarlo spesso da terzino destro e, in alcune occasioni, anche sulla fascia opposta.

Il Milan prima di provare l'affondo decisivo vorrà valutare in queste settimane le condizioni di Kjaer per decidere se, ed eventualmente quanto budget, investire per puntellare una difesa orfana, sì, dell'ex capitano Romagnoli, ma che ha già in rosa una coppia solida e collaudata composta da Tomori e Kalulu e che presto rivedrà in campo il suo "vichingo".

Il centrale del Tottenham aggiungerebbe alla difesa rossonera sicuramente profondità numerica in rosa ma soprattutto versatilità e forza fisica. Abile in marcatura e lesto nel recuperare palloni grazie alle sue lunghe leve, Tanganga potrebbe rivelarsi un jolly difensivo che a Pioli potrebbe far comodo avere nel suo mazzo.


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