Milan

Scaroni: "Fare stadi in Italia è un dramma. Serie A superata da tutti"

Andrea Gigante
Paolo Scaroni
Paolo Scaroni / Roberto Serra - Iguana Press/GettyImages
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Sono parole piene di preoccupazione quelle utilizzate da Paolo Scaroni durante l'intervista rilasciata per Il Foglio. Il presidente del Milan non ha usato mezzi termini e ha parlato di un calcio italiano che si sta lasciando superare da tutti negli ultimi vent'anni.

Il motivo i questo declino deriva in parte dalle difficoltà che i club incontrano nell'iter di costruzione di uno stadio di proprietà. Secondo Scaroni, disporre di impianti all'avanguardia contribuirebbe a rendere la Serie A più spettacolare e di conseguenza più appetibile. Ecco le dichiarazioni complete del numero uno rossonero.

Paolo Scaroni
Paolo Scaroni / Stefania D'Alessandro/GettyImages

Il confronto con il resto d'Europa:
"Ci hanno superato tutti o quasi negli ultimi vent'anni. Il risultato è che il prodotto che offriamo è scarso, senza i Messi e i Mbappé, semplicemente perché non possiamo permetterceli. Se continuiamo così ci allontaneremo sempre più dall'eccellenza del calcio. E poi c’è il guaio dei diritti televisivi venduti all’estero: incassiamo 200 milioni l'anno, la Premier due miliardi. È un circolo vizioso”.

Le difficoltà nel costruire uno stadio:
"Il calcio è sì uno sport, ma è uno spettacolo e uno spettacolo richiede uno stadio bello e possibilmente ben illuminato, sempre pieno di tifosi, moderno, né troppo grande né troppo piccolo. Fare infrastrutture in Italia è un problema drammatico. Adesso avrà luogo la nuova consultazione popolare per il nuovo San Siro, un procedimento che richiederà un anno. Ci capiamo? Ci sono tutte le approvazioni, tutti sono d'accordo e bisogna fare anche la consultazione popolare. Il primo che ci dà il via libera, noi lo prendiamo. Sulla zona di San Siro sono abbastanza ottimista".

Come vendere meglio la Serie A:
"Lo spettacolo dev'essere fatto di tanto gioco e poche interruzioni: a febbraio Milan-Udinese si è conclusa con 48' e 38'' di gioco effettivo contro i 97 complessivi. Così è tutto noioso. Anche gli arbitri devono contribuire".


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