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Scamacca: "Inter e Juve su di me? Quando ci sarà da decidere seguirò il cuore"

Stefano Bertocchi
Gianluca Scamacca
Gianluca Scamacca / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Gianluca Scamacca, attaccante del Sassuolo e futuro pezzo pregiato sul mercato, è oggi protagonista di una lunga intervista al Corriere dello Sport. Ecco i passaggi principali.

Gianluca Scamacca
L'esultanza di Gianluca Scamacca / Maurizio Lagana/GettyImages

Nella sua crescita, quanto c’è di Dionisi? 
"Il mister ha grandi meriti, mi ha dimostrato fiducia sin dall’inizio e mi ha messo subito nelle condizioni di esprimermi al meglio, è bravo a mettermi a mio agio, a Sassuolo ho trovato un ambiente unico". 

E in più ha ritrovato il suo migliore amico . 
"Io e Davide (Frattesi), siamo praticamente due fratelli. Ci siamo sempre rincorsi, due destini che si sono incrociati sin da bambini. Per me averlo in squadra è un punto di riferimento, un valore aggiunto". 

Da bambino chi era il suo idolo? 
"Da piccolo non avevo idoli, guardavo le partite e sono cresciuto con il sogno di essere lì, da protagonista. Tante volte ho fatto il raccattapalle. Ero all’Olimpico nella finale di Coppa Italia vinta dalla Lazio. Ero dietro la porta della Roma. Quando segnò Lulic ci fu così tanto casino che mi facevano male le orecchie".  

Ha molte pretendenti, a cominciare da Inter e Juventus.  
"Non ci penso, non mi sono mai dato limiti. Quando ci sarà da decidere seguirò il cuore. Sono andato all’estero una volta e non mi spaventa rifare quella scelta". 

Ma tutte le migliori squadre italiane sono in fila per lei . 
"Le voci di interessamento di grandi club fanno piacere, sono uno stimolo. Ma non seguo troppo il calciomercato, certe situazioni non si concretizzano in fretta".  

A San Siro contro l’Inter è stata la sua migliore partita? 
"Non so se la migliore in assoluto, ma una delle migliori. Vincere a San Siro è sempre una bella impresa. Siamo orgogliosi di quella vittoria, in uno stadio dove hanno giocato tanti grandi campioni, contro una squadra che è tra le migliori". 

Il suo punto di forza? 
"Il tiro, anche di testa me la cavo, ma non è che ho fatto tanti gol".  

Il difensore che l’ha fatto dannare di più? 
"Quest’anno Bremer del Torino".


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