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Salvate il soldato Chiesa: i motivi del flop dell'esterno della Juventus

Andrea Gigante
Federico Chiesa
Federico Chiesa / Marco Canoniero/GettyImages
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Non è un periodo positivo per Federico Chiesa: la lesione muscolare che lo costringerà a salutare il 2021 prima del previsto è infatti l'apice di un avvio di stagione alquanto sottotono.

L'anno scorso, è stato una delle poche note positive in una stagione tormentata per la Juventus. Con i suoi 8 gol e 8 assist in campionato, Chiesa aveva infatti permesso ai bianconeri di raggiungere un quarto posto che a un certo punto sembrava un miraggio.

In queste prime 14 partite di Serie A 2021/22, la rete messa a segno è stata solo una; ma ciò che sembra più preoccupante è che Chiesa fatica ancora a ritagliarsi una posizione ben determinata all'interno dell'undici di Massimiliano Allegri.

Massimiliano Allegri, Federico Chiesa
Allegri e Chiesa / Valerio Pennicino/GettyImages

Della gestione di Andrea Pirlo se ne sono dette di tutti i colori: che non avesse esperienza come allenatore, che il gioco della Juve appariva sterile e chi più ne ha più ne metta. Tuttavia, bisogna riconoscere al Maestro il merito di aver messo Chiesa nella condizione di fornire la sua annata più prolifica sotto l'aspetto realizzativo.

Prima di intraprendere la sua esperienza sulla panchina bianconera, Pirlo era proclamato come un profeta del bel gioco, si pensava che l'ex centrocampista avesse preso il TikiTaka guardiolano e il Gegenpressing kloppista e che li avesse fusi per creare una filosofia all'avanguardia che avrebbe proiettato la Juve verso un'era felice fatta di successi. Poi le cose sono andate diversamente e la Vecchia Signora è scesa in campo con un modulo altrettanto "vecchio", ma sempre efficace:
il 4-4-2.

All'interno di questo schema, Chiesa veniva impiegato come esterno. A volte partiva largo a destra, per poi cambiare fascia in corso d'opera; altre invece accadeva esattamente l'opposto. Era arrivato un punto della scorsa stagione in cui poco importava la posizione in campo, lui era sempre e comunque decisivo.

Federico Chiesa, Andrea Pirlo
Chiesa e Pirlo / Nicolò Campo/GettyImages

Alla fine la Coppa Italia e il quarto posto ottenuti con una rosa in piena transizione intergenerazionale non sono valse a Pirlo la riconferma e così Agnelli ha deciso in estate di richiamare Allegri, rievocando il suo pragmatico "corto muso". Il tecnico dei 5 Scudetti consecutivi ha inizialmente proposto il suo 4-2-3-1, per poi svoltare anche lui per un solido 4-4-2.

Allegri non sembra aver ben chiaro in mente come utilizzare Federico Chiesa. L'ex Fiorentina è stato impiegato da esterno (anche stavolta indipendentemente largo a destra o a sinistra), ma è stato schierato anche come attaccante al fianco di Morata.

L'unica partita di quest'anno, almeno in Serie A, in cui Chiesa ha fatto il Chiesa è stata quella contro lo Spezia del 22 settembre. In quell'occasione, i bianconeri, sotto di un gol, attaccavano insistentemente per cercare almeno il gol del pareggio. L'esterno bianconero fu bravo a contendere il pallone a Verde all'altezza della bandierina e a involarsi verso la porta seminando il panico nella difesa spezzina. Dopo una serie di dribbling, si è presentato davanti a Provedel e l'ha battuto con facilità.

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L'esultanza di Chiesa dopo il gol allo Spezia / ANDREAS SOLARO/GettyImages

Chiesa è un giocatore istintivo e rabbioso, che ha bisogno di essere lasciato libero per potersi sentire a proprio agio. Forse, il problema con questo suo avvio complicato riguarda gli stretti compiti che Allegri affida ai propri ragazzi. Il nazionale azzurro non può permettersi di ripiegare in difesa perché ne risente in zona gol, dove arriva affannato. Se la Juve vuole salvare la propria stagione e soprattutto il suo giocatore più promettente, deve permettere a Chiesa di fare ciò che preferisce in campo.


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