Sabatini prende le distanze da questa Roma e parla della Juve: "Mi sento defraudato"

Alessio Eremita
Walter Sabatini
Walter Sabatini / Ivan Romano/GettyImages
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Walter Sabatini si è concesso ai microfoni del Corriere dello Sport per fare il punto sulla Serie A. Nel corso dell'intervista, il dirigente sportivo si è soffermato sull'inchiesta che ha coinvolto la Juventus e sul suo trascorso alla Salernitana.

SERIE A - "È un’incognita per tutti, questo stop è stato scomodo. Napoli? Per il Napoli ho una simpatia particolare per l’amicizia profonda che mi lega a Spalletti. Spalletti tutta la vita. Il Napoli gioca un calcio erotico, sensuale, appunto vicino all’erotismo. Gioca per il piacere di farlo. Chi ti fa godere? Kvaratskhelia. Il georgiano è come la Locomotiva di Guccini, un giovane puledro che appena liberato il freno morde la rotaia con muscoli d'acciaio".

JUVENTUS - "Attenzione alla Juve, che imprevedibilmente, e sottolineo imprevedibilmente, potrebbe rientrare. Ha ritrovato la coesione di una squadra, ha recuperato giocatori importanti. Prima sembrava un’armata brancaleone, ora darà filo da torcere a quelle che lotteranno per lo scudetto: Napoli, Milan e Inter. Fino a due mesi fa avrei inserito anche la Lazio".

INCHIESTA JUVE - "Mi sento defraudato. Mentre la Juve faceva quello che le viene contestato, io perdevo un campionato a Roma con 87 punti".

Andrea Agnelli
Andrea Agnelli / Marco Canoniero/GettyImages

ROMA - "È una squadra noiosa, gioca un calcio sparagnino, che non mi piace. Poi può vincere, perché Mourinho è un maestro nel vincere. Basta ricordare come hanno vinto contro la Salernitana l’anno scorso: quel punto a Roma sarebbe stato per noi il punto della salvezza, poi ottenuta all'ultima giornata". 

SALERNITANA - "Iervolino? Ci siamo messaggiati qualche mese fa. L’ho citato in un libro che ho scritto in 14 giorni, ho citato la sua impresa della scorsa stagione. Ha salvato la Salernitana due volte: quando l’ha comprata il 31 dicembre mentre gli altri aprivano il panettone e poi sul campo, mettendomi a disposizione le risorse per rinforzarla. Con il presidente ho avuto torto, ho sbagliato. C’è stata una telefonata turbolenta nella quale si parlava della richiesta di commissioni da parte di un gruppo di agenti per Lassana Coulibaly. Ho difeso questa richiesta, ma ho sbagliato, nella forma e nella sostanza. Ho fatto un errore dialettico, sono stato arrogante. E per l’arroganza ho distrutto tutti i rapporti nel mondo. Ho distrutto, nello specifico, una cosa bellissima, che sarebbe cominciata il giorno dopo. E sarei finalmente andato al mare a mangiare quel pescetto. Lui ha agito da presidente, io ho perso la luce di Salerno. E mi scuso anche con tutti i tifosi per questo. Ribadisco: costruire squadre è la mia vita e me lo sono negato".


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