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Sabatini: "Dybala? Roma non è una seconda scelta". Poi la frecciata a Inter e Juve

Stefano Bertocchi
Walter Sabatini
Walter Sabatini / Ivan Romano/GettyImages
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È Paulo Dybala l'argomento centrale dell'intervista concessa da Walter Sabatini a La Gazzetta dello Sport. Ecco i passaggi principali.

Paulo Exequiel Dybala
Paulo Dybala / Gabriele Maltinti/GettyImages

Sabatini, che cosa pensò la prima volta che vide Dybala?
"Che fosse un talento incommensurabile. Acquietava il cuore con l’armonia del gioco. Essendo stato al Palermo, ero molto legato a Zamparini, che aveva preso l’attaccante nella seconda serie B argentina. Gli osservatori dicevano un gran bene di quel ragazzo argentino e poi, quando esplose in rosanero, il presidente mi diceva: “Ma come? Uno come te non prende un giocatore come Paulo?”. Solo che chiedeva già cifre alte e in quel momento alla Roma non potevamo permettercele".

Lo ha incontrato di recente?
"Sì, e come sempre è stato molto carino nei miei confronti. Non aveva ancora firmato per la Roma, ma ero sicuro che l’avrebbe fatto. La presenza di Mourinho è stata decisiva per la sua scelta e questo non mi sorprende: l’ascendente che il portoghese sui giocatori è enorme. E giustamente, visto la sua carriera".

Quanto pensa che sia grande il rimpianto della Juventus avendolo perso a zero e vedendolo giocare in questo modo?
"Non conosco le esigenze dei bianconeri e quindi non saprei rispondere, ma dico che l’accanimento sulla Juve mi pare esagerato".

Da ex interista, è possibile che anche il club nerazzurro si sia pentito di non aver fatto l’ultimo passo per prenderlo?
"Guardi, non mi piace entrare nelle vicende dei club. Dico solo che per uno come Dybala si pentono tutti quelli che non ce l’hanno, ma comunque andare alla Roma non è mai una seconda scelta, perché la società sta facendo un gran percorso di crescita. E Paulo è pronto a fare altri 100 gol in Serie A con la Roma".

Lei mostra un debole per Dybala come quello che aveva per Pastore.
"Se non avesse avuto problemi fisici, anche Javier avrebbe fatto innamorare i tifosi della Roma. Io intanto al Mondiale, senza l’Italia, tiferò Argentina. Con Messi, Lautaro, Di Maria e Paulo possono andare lontano".

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