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Roma, Mourinho: "Non ci aspettavamo tanti problemi. Tre giocatori restano a casa"

Andrea Gigante
José Mourinho
José Mourinho / Silvia Lore/GettyImages
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Ultima giornata dei gironi di Conference League per la Roma che poco fa è volata in Bulgaria, dove affronterà il CSKA Sofia. Per piazzarsi al primo posto in classifica, che permetterebbe di saltare gli spareggi contro le terze dell'Europa League, i giallorossi non dovranno soltanto vincere, ma anche sperare che il Bodo/Glimt commetta un passo falso con lo Zorya.

Nel pomeriggio, José Mourinho è stato intervistato dai microfoni di Sky e ha detto la sua opinione sulla partita di domani e sulla condizione in generale dei suoi giocatori.

José Mário dos Santos Mourinho
José Mourinho / Giuseppe Bellini/GettyImages

Motivazioni per la partita di domani?
"Oggi ho parlato coi giocatori e gli ho dato esempio che ho vissuto io. Ero al Manchester United in Champions League e noi e la Juventus eravamo già qualificati per gli ottavi di finali. La Juventus non doveva vincere contro lo Young Boys e noi vincere contro il Valencia per arrivare primi. Non ci abbiamo creduto. Abbiamo pensato che la Juventus avrebbe vinto facile e non abbiamo affrontato al meglio la gara. Abbiamo perso noi e ha perso la Juventus".

"Alla fine ci siamo sentiti degli idioti perché nessuno ha pensato fosse stato possibile. Dobbiamo andare lì domani e vincere, poi se il Bodø vince siamo secondi e andiamo a disputare i playoff a febbraio. Quello che può succedere è una sorpresa in Ucraina dove il Bodø non vince e noi non vinciamo. Sappiamo delle difficoltà che abbiamo con tanti infortuni. Sappiamo che in questo momento ogni giocatore che perdiamo è un disastro".

"Abbiamo già visto le immagini del campo, coperto da 1 metro di neve. Sarà ovviamente molto difficile. Dobbiamo far riposare qualche giocatore per forza. Ti dico già senza problemi che Rui Patricio, Mkhitaryan, Smalling non saranno convocati, ma andremo con la migliore squadra possibile per vincere là".


Feeling col pubblico?

"Quello che noi vogliamo dare ai tifosi sono risultati diversi di quello che diamo. I tifosi sono romanisti veri e non gli interessa vincere o non vincere. È facile tifare quando si vince sempre ed è più difficile dimostrare che sia la squadra del tuo cuore quando i risultati non sono dei migliori. Però sapevamo già dall'inizio cosa ci aspettava".

"Non ci aspettavamo tanti problemi insieme, perché al di là di una rosa che inizia a costruirsi, le difficoltà inerenti a questo ce le aspettavamo, però COVID-19, infortuni e squalifiche tutte insieme è troppo. Soprattutto quando affronti una squadra come l'Inter dove tu guardi subito la panchina e capisci che non hai bisogno di guardare il campo per dire che sono più forti di noi e in quella situazione lì erano molto più forti di noi".

"Per questa ragione noi dobbiamo essere uniti e tranquilli e vincere questa partita, però dobbiamo pensare e avere paura di tutte queste cose negative che succedono, per questo uno come Rui che gioca sempre, uno come Smalling che viene da un infortunio e uno come Mkhitaryan che ha giocato sempre in un ruolo dispendioso che non è il suo, questi tre devono per forza rimanere a casa".

Più difficile vincere la Conference League o arrivare quarto?
"Se tu mi dici adesso si gioca la Conference League per i prossimi tre mesi, io ti dico abbiamo la rosa per competere anche contro le squadre più forti come il Tottenham, il Rennes e le squadre che arrivano dall'Europa League. Il problema è che dobbiamo giocare 3 competizioni e con l'accumulazione di queste 3 sarà difficile dire come arriveremo alle partite".

"È la differenza tra squadra e rosa, però tu guarda l'Inter, il Milan, la Juventus, il Napoli, l'Atalanta sono squadre di grande potere. Nel mondo del calcio non esistono più le piccole squadra, tutte hanno potenziale, però ci saranno squadre importanti e squadre che arrivano dall'Europa League dove domani una tra Napoli e Leicester retrocederà. Con la rosa che abbiamo dobbiamo andare partita per partita e rendere la prossima partita sempre quella più importante".


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