Juventus

Ramsey-Juve: una storia troppo breve e costosa

Simone Catanzaro
Aaron Ramsey con la Juventus
Aaron Ramsey con la Juventus / Jonathan Moscrop/GettyImages
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Non tutte le storie finiscono sempre con il lieto fine e un esempio concreto è quella tra Ramsey e la Juventus. Arrivato a Torino nell'estate del 2019, la Vecchia Signora ha investito molto su di lui sia in termini economici che in termini tecnici: contratto triennale a 7 milioni di euro più bonus a stagione per un centrocampista di spessore che avrebbe dovuto portare qualità e geometrie che mancavano ai bianconeri in mezzo al campo.

Dai buoni presupposti iniziali si è arrivati pian piano all'attualità, complici le poche presenze sul campo e le numerose in infermeria: tra infortuni e scelte tattiche, Ramsey è sempre rimasto fuori dalla scelte dei vari allenatori che ha avuto nella sua esperienza in bianconero. L'ultima stagione è stata quella che ne ha sancito la definitiva esclusione dai piani tecnici juventini, tanto da arrivare alla decisione di cederlo in prestito ai Rangers lo scorso gennaio, soprattutto per un discorso di "peso economico".

Tornato dal prestito in Scozia si è arrivati alla decisione della risoluzione consensuale di pochi giorni fa con l'accordo sulla buonuscita da versare al calciatore: 4 milioni la richiesta di Ramsey, 2 milioni quella della Juve che probabilmente ha avuto la meglio.


I numeri di Ramsey in bianconero

Ramsey lascia così la Juventus totalizzando solo 70 presenze e 6 gol realizzati in 3043 minuti totali nelle tre stagioni in cui ha vestito la maglia bianconera. L’ultima volta che i tifosi della Juve l'hanno visto in campo è stato il 20 ottobre 2021 quando entrò nel finale di Zenit-Juve di Champions League. Ha saltato 38 partite totali restando fuori più di 200 giorni per infortunio. Considerati i 7 milioni di euro netti l'anno per tre stagioni, Ramsey avrebbe dovuto salutare la Juventus avendo guadagnato uno stipendio da 21 milioni.


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Aaron Ramsey
Ramsey in Galles vs Ucraina / James Gill - Danehouse/GettyImages

L'errore dal dischetto nella finale di Europa League, risultato decisivo per la sconfitta dei Rangers contro l'Eintracht Francoforte, è l'emblema di una parabola discendente dalla quale il gallese non riesce ad uscire.

Di sicuro Ramsey è un giocatore che ha ancora qualcosa da dire al calcio. Deve solo ritrovare le giuste motivazioni e un progetto tecnico che lo metta al centro e che lo faccia sentire importante. Le qualità del classe '90 non si discutono. Un paio d'anni bui non bastano per cancellare quanto di buono fatto in un'intera carriera e le 262 presenze e le numerose giocate con la maglia dei Gunners ne sono la prova.


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